Napolitano: chi nasce in Italia deve essere italiano
Il presidente della Repubblica ha detto ieri: ”E’ una assurdità e una follia che dei bambini nati in Italia non diventino italiani. Non viene riconosciuto loro un diritto fondamentale”.
Il discorso del Capo dello Stato era legato possibilità che il Parlamento torni ad esaminare la questione della cittadinanza italiana per i figli nati in Italia degli immigrati.
Paladino del nuovo governo, Napolitano ha poi aggiunto che per il Parlamento ”si apre un campo di iniziative maggiore che in passato”.
Il presidente, che si ostina a non voler prendere che senza strategia politica riformatrice comune a tutti i Paesi occidentali la crisi non è superabile ha aggiunto: ”Non credo che il mare tempestoso sia improvvisamente diventato una tavola: avremo ancora del mare ancora un po’ increspato e mosso. Ma ci sono le condizioni per il confronto tra gli schieramenti politici nel quadro della nuova situazione di governo”. Quindi con un ottimismo del tutto fuori luogo, Napolitano ha affermato che ”avremo le condizioni per una maggiore obiettività e costruttività nel confronto tra le forze politiche”.
Perchè il Capo dello Stato veda ‘rosa’ o quasi non è dato sapere, ma evidentemente al Quirinale non arriva l’eco del disastro che sta travolgendo il Paese reale.
Ma sul tema della politica di coesistenza coi migranti le parole di Napolitano sono state di grande importanza ed il leader dell’Udc, Pier Ferdinando Casini, ha subito dichiarato di “condividere pienamente” l’appello.
Per il Pd Dario Franceschini, capogruppo alla Camera, si deve ”legiferare con urgenza” ed ha rilevato come ”sin dal marzo scorso il gruppo del Pd ha presentato una proposta di legge stralcio, a prima firma Bressa, dalle norme complessive sulla cittadinanza riguardante soltanto i diritti dei bambini nati in Italia”. “In attesa che il necessario ridisegno delle norme relative ai diritti degli immigrati trovi una intesa sufficiente per essere affrontato positivamente, noi crediamo che la norma stralcio su cui, ad eccezione della Lega, vi è sempre stata una larga condivisione di tutte le altre forze politiche, potrebbe essere approvata in aula alla Camera prima di Natale”, ha concluso l’esponente del Pd.
D’accordo anche l’Idv. “Dare la cittadinanza italiana ai minori nati in Italia è una vera priorità sociale, oltre che una norma di buonsenso e civiltà ”, ha detto il presidente dei deputati del partito, Massimo Donadi. Via libera poi da Sel. Ha dichiarato Vendola: “Ora la politica e le Istituzioni passino dalle parole ai fatti”.
Favorevole anche il deputato finiano Giuseppe Consolo, che ha chiesto “una doverosa revisione della legge sulla cittadinanza con l’apertura di un iter veloce di riconoscimento affinché questi bambini non debbano sentirsi più ‘cittadini di serie B’, ma solo quello che sono già : italiani a tutti gli effetti”.
Sul fronte del centro destra la situazione è diversa. Maurizio Gasparri, presidente del gruppo Pdl al Senato, ha detto: “Non si possono affrontare le leggi sulla cittadinanza a spallate e con semplificazioni che francamente rischiano di complicare e non di semplificare la vicenda”.
I celtico-padani del Carroccio, infine, ormai chiusi in un angolo, urlano su tutto ed insistono con la propaganda xenofoba. ”La Lega è pronta a fare le barricate in Parlamento e nelle piazze”, ha scandito Roberto Calderoli. “E non vorrei che questa idea altro non sia che il ‘cavallo di Troia’ che, utilizzando l’immagine dei ‘poveri bambini’, punti invece ad arrivare a dare il voto agli immigrati prima del tempo previsto dalla legge…”, ha insistito il leghista.


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