Il governo Monti nel suk dei partiti
L’esecutivo tecnico guidato dal professore dovrà prendere i voti in Parlamento. Le forze politiche sono all’opera per vendere cara la pelle.
Chissà quali armi segrete il presidente Giorgio Napolitano ha dovuto usare per convincere i leader dei partiti a digerire il governo Monti?
Con saggezza Vittorio Feltri ha scritto: “Ci si domanda come potrà la nuova maggioranza delle larghe intese, o di unità nazionale, approvarlo (il programma del nuovo governo, ndr) senza battere ciglio. Infatti la sinistra si è sempre dichiarata ostile a toccare le pensioni, a eliminare le Province e non parliamo dell’articolo 18. È immaginabile che per far contento il premier, consentendogli di governare secondo criteri di rigore, il Pd rinneghi la propria politica praticata fino all’altro ieri? Sembra altamente improbabile, anche perché, cambiando così radicalmente idea su punti importanti, rischierebbe di perdere il consenso dei propri elettori tradizionali. Del pari, non si capisce perché il Pdl, dopo essersi battuto per anni contro la patrimoniale, debba farla passare. Quale giustificazione darebbe al popolo berlusconiano?”.
Per gli italiani, più avvezzi alle cose del gossip che a quelle della politica, sarebbe come prevedere un cinepanettone con Boldi e De Sica e firmato da Neri Parenti e dai fratelli Vanzina insieme.
La crisi ha reso ingovernabile il Paese, ma lo spettro del crack era nell’aria da almeno un anno e da almeno due era chiaro che il governo Berlusconi fosse interessato solo alle leggi salva premier.
Difficile negare questi fatti. Basta riguardare i dati su disoccupazione, cassa integrazione, crescita e Pil per capire come il cosiddetto sistema bipolare abbia paralizzato il Paese e riempito il Parlamento e le istituzioni a tutti i livelli di personale poltico da saldi di fine stagione.
I partiti, sempre divisi su tutto, dovrebbero oggi sostenere unanimemente o quasi un esecutivo che li esclude. Non accadrà . Però gli abusivi di Montecitorio e Palazzo Madama troveranno (o hanno già trovato) presto l’unità su una cosa: impedire che l’intruso Monti si appropri delle leve di comando. Il presidente della Repubblica è riuscito in qualche modo a piegare il Cavaliere ed a convincere una parte del Pd e della Cgil, ma si tratta di una ‘vittoria’ di breve durata. Gli affari sono affari.
Le indiscrezioni e la polemica sui ‘ministri politici’ e quelli ‘tecnici’ indicano come il premier designato stia tentando di ‘vincolare’ le forze politiche, almeno quelle che a parole dicono di essere disponibili a sostenerlo, inserendo nella sua squadra rappresentanti di alto livello dei partiti.
E, ovviamente, i partiti stessi si oppongono. Il calcolo di questi furboni da pollaio è quello di far fare ‘il lavoro sporco’ al professore. Una cosa è ‘subire’ tagli, tasse, vendite di patrimonio pubblico per il ‘bene dell’Italia’, altra cosa è emanare i provvedimenti. Costoro, poi, immaginano di liberarsi si Monti al primo cenno di miglioramento della situazione per andare ad elezioni e riappropriarsi del malloppo.
Ipotesi sciocca per due motivi. Il primo è che il presidente incaricato è un uomo dei ‘poteri forti’ internazionali e quindi ha ‘coperture’ ben pesanti. Il secondo è che comunque vada la strategia del governo e voluta dagli scienziati pazzi dalla Bce, del Fmi e dalle banche non risolverà nulla, perchè come è già accaduto in Irlanda, Grecia e Spagna la linea delle sforbiciate e del pareggio di bilancio da pallottoliere porta alla paralisi delle economie e sul lungo periodo al tracollo delle banche in ogni caso. In parole semplici il collasso delle economie dei Paesi sottoposti ‘a cura’, stando alle terapie in atto, è inevitabile.
Il quadro generale quindi è davvero serio. Non solo manca una diagnosi seria del male, ma soprattutto si tenta di curare il paziente con i salassi, senza comprendere così facendo lo si dissangua.
I disastri sociali che stanno colpendo i ‘pigs’, Irlanda, Spagna, Italia, Portogallo e Grecia, intanto stanno arricchendo la Germania. Il famoso spread, infatti, permette a Berlino di emettere Bunds ad interesse quasi zero, ma rassicuranti vista la loro ‘stabilità ’ in un mercatogenerale tanto instabile.
Non serve essere profeti per capire che se al più presto non sarà bloccata la strategia franco-tedesca e della Bce, la macelleria sociale in corso in alcuni Paesi europei produrrà contraccolpi tali da mettere in serio pericolo l’ordine pubblico in mezzo continente con conseguenze drammatiche per tutti.
Ma per i media nazionali il mercato dei ministri sembra essere più interessante e così non si guarda al di là del proprio naso. Fino a che…


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