cronaca

I fatti senza distorsioni, opinioni o interpretazioni. Spesso la realtà è differente da come viene raccontata dai media.

esteri

Il mondo è un illustre sconosciuto e il Sud del pianeta è quasi del tutto ignorato. E molte cose sono diverse da come appaiono.

politica

In Italia ormai il Palazzo e la società civile sono pianeti separati. Si deve cercare di restituire ai cittadini trasparenza.

tu inviato

Gli articoli scritti dai cittadini e pubblicati dal nostro giornale. La libera informazione è libertà di espressione.

vivere

Diritti civili, convivenza pacifica, cultura, arte, spettacolo, salute, ambiente, sport, tecnologie, cucina: sono il cuore del millennio.

Home » politica, primo piano
Regola la dimensione del carattere: A A

Fine della casta e trionfo dell’oligarchia

Autore: . Data: lunedì, 7 novembre 2011Commenti (0)

Berlusconi sembra vicino alle dimissioni ed il suo partito, il Pdl, si sta rapidamente decomponendo. I peones fuggono alla ricerca di un salvagente per il futuro.

Dopo trent’anni il Cavaliere di Arcore sembra arrivato al capolinea e decine di individui che in questo lungo periodo di tempo ne hanno condiviso le fortune sembrano pronti a giurare di non aver mai ‘pensato berlusconiano’.

I voltagabbana, o con più eleganza i trasformisti, sono abituali fenomeni della storia italiana. La recita presenta anche aspetti surreali. C’è la Fiat di Marchionne che promuove le sue macchine con uno spot nel quale Luca Bizzarri e Paolo Kessisoglu (le iene di Mediaset) non a titolo gratuito ovviamente ironizzano sulle auto blu. C’è Giorgio Gori, un tempo e per mistero a capo delle reti del Cavaliere e poi produttore in proprio di format tv, che folgorato dalla passione civile si ricolloca come consigliere di punta del rottamatore Matteo Renzi, l’unico esponente al mondo di una sinistra con idee al di là di ogni ragionevole dubbio di destra. E c’è Enzo Iacchetti, altro miracolato dal Biscione e conduttore storico di Striscia la Notizia, che dal congruo del suo lauto stipendio si scaglia contro 30 persone a suo dire assunte alla Camera (notizia per altro smentita) e solo per questo a suo parere meritevoli di disoccupazione.

Si odono inoltre rumors su giornalisti lottizzati in preda a fatali ripensamenti, su imprenditori di colpo convinti della ‘necessità di cambiamento’, su alti funzionari dello Stato in preda a crisi di identità drammatiche.

Insomma, con il declino del sovrano i servi sono alla ricerca di una nuova divisa da indossare e gli ultimi resistenti del fortino assediato di ‘Papi SIlvio’ gridano a squarciagola al “tradimento”.

Nulla ancora si sa delle ragazzotte, signorine e signore da Bunga Bunga e di quale sorte riserverà loro il  destino quando sarà liquidato il sistema delle ‘reti televisive unificate della gnocca’. Ma si può supporre che anche loro siano alla disperata ricerca di nuove tavernette nelle quali offire le proprie grazie e mostrare le cosce.

In transumanza anche gli yes men che in cambio di un “meno male che Silvio c’è” sono stati nominati in consigli di amministrazione, direzioni generali, presidenze di enti, associazioni o bocciofile d’ogni tipo.

Ma dove va l’orda? L’opposizione non sembra possedere una linea politica alternativa e, soprattutto, la forza per smantellare il ramificato sistema di potere berlusconiano. Anzi, in alcuni casi settori del centro sinistra sono addirittura collusi con la macchina del Cavaliere.

Il centro o centro destra ‘liberale ed europeo’ è guidato da Casini e Fini, che per decenni hanno collaborato con il premier in disarmo.

E Scajola, Stracquadanio o Pisanu non possono certo essere considerati come degli storici avversari dell’uomo di Arcore.

La ‘Casta’ evocata da tempo, allora, è ben altra cosa. E’ una oligarchia così ramificata che sopravviverà al naufragio di Berlusconi, ne conserverà le caratteristiche nefaste e con opportune operazioni di maquillage si presenterà come il nuovo riformista che avanza.

Perchè il cambiamento reale è possibile solo quando sono i cittadini ad esserne protagonisti e quando la società civile esprime ideali forti, leader, capacità di innovazione.

Ma la crisi, in tutto questo, sta divorando posti di lavoro, ricchezza, certezze. E prima o poi qualcuno sarà chiamato a pagare il contro. Si spera prima del crollo finale.

Stampa articolo (o crea PDF)
Fai una donazione a InviatoSpeciale
Condividi o invia per e-mail


Informativa

Commenti disabilitati.

InviatoSpeciale è un quotidiano on line di Informazione, Politica e Cultura, pubblicato dall'Associazione Onlus The GlobalvillageVoice,
registrato al Tribunale di Bari, numero 1273, del 24 aprile 2008