Crisi: l’Italia affonda nella confusione
Berlusconi ormai non controlla più nulla, mentre l’opposizione non ha una sola idea innovativa sul come uscire dal disastro. E Napolitano fa le veci di tutti complicando le cose ancora di più.
Il referendum greco sta per distuggere il dominio di Merkel e Sarkozy sull’Europa e salvo ripensamenti dell’ultima ora trascinerà l’Eurozona oltre l’orlo del burrone. Atene, per riparare ai danni gravissimi al bilancio prodotti dalla corruzione e dai trucchi contabili dei governi che hanno preceduto l’attuale, da due anni è costretta dall’Europa a subire misure economiche drammatiche quanto inefficaci. E Papandreou non ne può più.
Stipendi tagliati, stato sociale fortemente ridimensionato, licenziamenti di massa hanno impoverito la società greca e contemporaneamente i fallimenti si sono moltiplicati in modo esponenziale, mandando sul lastrico decine di migliaia di piccoli commercianti ed imprenditori.
Le misure draconiane imposte da Bce e Bruxelles hanno devastato l’economia, paralizzato i consumi e soprattutto incendiato gli equilibri sociali interni, rendendo i cittadini furiosi.
Milioni di Euro di titoli ellenici diventati spazzatura sono nelle banche francesi e tedesche e Merkel e Sarkozy non vogliono veder esplodere le loro economie. Tuttavia, non è ben chiaro se siano stati gli interessi ‘virtuosi’ di Berlino e Parigi a ‘corromprere’ i vecchi governanti di Atene o il contrario.
Il premier greco ha compreso che i tagli imposti dagli ‘amici’ europei ed i ‘prestiti’ contrattati per ripianare i debiti stanno radendo al suolo il suo Paese e non vuole più accettare ipoteche perenni sulla sovranità nazionale.
Così ha scelto la via del referendum, che boccerà le misure ed aprirà la strada alla crisi dell’Unione Europea fondata sulla sola moneta unica. A meno che Parigi e Berlino non capiscano di dover accettare nuovi equibri di potere nella Ue.
L’Italia, a causa della mossa di Atene, si trova adesso esposta a probabilissime nuove manovre speculative internazionali che potrebbero portare la nostra economia ad un rapido collasso.
In questa contingenza il governo è allo sbando, perchè il ‘decreto anticrisi’ che il centro destra avrebbe dovuto approvare è un pasticcio senza capo e coda. L’opposizione inoltre pensa ad un ‘governo alternativo’ del quale non sarà mai possibile elaborare una strategia perchè nessuno nel centro sinistra neppure sussurra che è il modello capitalistico ed essere in coma e che l’alternativa è solo in un radicale cambiamento di rotta.
In tutto questo il presidente della Repubblica si è arrogato il ruolo di ‘grande stimolatore’, salvo che Napolitano non si limita ad un ruolo di garanzia, ma espone in modo esplicito o implicito posizioni che entrano nel merito delle decisioni da prendere. Tanto da aver dato preavviso di licenziamento al Cavaliere senza che sia pronta alcuna solida alternativa.
Insomma, per dirla in modo molto semplice ‘il casino è a mille’.
Solo i pifferai magici potevno pensare di uscire da questo disastro varando un decreto magico a tre ore dal G20 di Cannes. I mali italiani sono vecchi di vent’anni, generati dalla cosiddetta ‘Seconda Repubblica’, una vera e propria associazione a delinquere popolata da nani e ballerine.
Il Paese oggi ha bisogno di essere rifondato e nuovi partiti (con idee e ideali) dovranno superare il leaderismo berlusconiano. Inoltre le istituzioni avranno bisogno di essere depurate da corruzione, clientelismo, inefficienza e soprattutto idioti raccomandati.
Un lungo processo dovrà che coinvolgere tutto e tutti, per portare ad una nuova Italia più egualitaria, civile, democratica ed efficiente.
Ma chi saranno gli uomini che guideranno questo lungo viaggio per la rinascita?


Lascia un commento