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Pastori sardi: “La misura è quasi colma”

Autore: . Data: giovedì, 14 luglio 2011Commenti (0)

Il ‘Movimento dei forconi’ e i ‘Pastori Sardi’ continuano insieme “la loro guerra ai sordi della politica italiana”. E si organizzano contro la manovra di Tremonti.

Gli allevatori sardi, in lotta da tempo per difendere la propria attività produttiva, il venti Luglio saranno a Messina. In un comunicato hanno fatto sapere che “non poteva mancare la solidarietà nei confronti dei fratelli siciliani che scendono in piazza contro questa manovra che contiene poco o nulla dei provvedimenti legislativi richiesti a Roma all’incontro col Ministro”.

I pastori hanno aggiunto: “Quello che non riusciamo a capire è se la pochezza dei rimedi pensati e scritti per ridare slancio alle imprese è qualcosa che il Ministro subisce o se il Ministero stesso si è limitato a questo sforzo non propriamente grande. E’ difficile conciliare la presa d’atto della drammaticità del momento espressa nelle parole di Saverio Romano e l’urgenza delle soluzioni, con i risultati conseguiti. Quello che riusciamo a capire e ne siamo certi, è che questa manovra presagisce al fallimento di moltissime aziende o al si salvi chi può. E se questo governo dovesse cadere per portarci al voto in autunno o in primavera, quale destino potrebbero conoscere le novecento mila aziende italiane? Riproporremmo le stesse cose a funerali avvenuti”.

Molto più consapevoli della situazione in cui versa il Paese di quanto non siano i partiti ed i sindacati ‘nazionali’, gli allevatori hanno spiegato: “Il venti saremo a Messina come prima tappa, e siamo certi che ancora una volta dovremo alzare la voce, la voce del POPOLO SOVRANO, stanco di ingoiare rospi e vedere che una classe politica indecente continua a stipendiarsi  e a privilegiare se stessa come ai tempi della balena bianca. Se a casa non c’è una lira i primi a privarsi del pane per amore dei figli sono il padre e la madre. Alla stessa identica maniera se non c’è una lira per lo sviluppo delle imprese o addirittura per il salvataggio del tessuto economico, perchè l’Italia, nel mare degli sprechi e con le mafie che fatturano 350 Mld di euro l’anno,si avvicina alla Grecia,qualcuno deve spiegarci come ha fatto a spostare a data da destinarsi la riduzione dei costi della politica”.

“Siamo arrabbiati e voi tutti, cari disonorevoli, contribuite in modo serio a farci incazzare ogni giorno sempre di più – hanno insistito Il ‘Movimento dei forconi’ e i ‘Pastori Sardi’ – A Messina vi diremo quello che pensiamo, visto che avete la sfacciataggine di prendere per i fondelli la classe produttiva vera di questo Paese, in fondo in fondo fregandovene altamente di come andrà a finire, e pensando unicamente a farvi rinominare in qualche collegio di babbei creduloni. Non c’è più motivo di spiegarvi ancora i nostri problemi ed inzupparvi come delle spugne delle nostre lamentele, siete diventati impermeabili”.

Il “Movimento dei Forconi” ed i “Pastori Sardi”, insieme alle imprese commerciali ed artigiane della Sicilia “tra dieci giorni saranno in quella città che si affaccia su quel fazzoletto di mare che rappresenta per quest’isola il cordone ombelicale che ci tiene in contatto con questo Paese così lontano e che qualche folle che ha fatto male i conti, vuole tagliare. Scelta miope che in molti hanno condiviso e che non porta con se quel sentimento di condivisione e di solidarietà tipici dei nostri padri. Questa non è solo terra di mafia! Ed i siciliani smemorati che sono tanti, seduti al governo insieme ai leghisti che gridano a Roma ladrona lo sanno, questa è sopratutto terra di lavoratori con i calli alle mani e patria di tantissime eccellenze. E se siamo rappresentati male nella capitale siamo costretti ad auto rappresentarci. Pazienza ci dobbiamo difendere da soli. Ne parliamo il venti luglio. Chissà forse ci attrezzeremo con gli ombrelloni e racchette davanti agli imbarchi dei traghetti. Seduti su qualche sdraio chiederemo a Tremonti di venirci a spiegare la manovra. Per il momento saluti dalla Sicilia”.

Il sentimento di indignazione e di distacco per le scelte incomprensibili del Palazzo espressi dagli allevatori sardi sono sentimenti diffusi nel Paese. La sordità dei partiti, in particolare quelli di opposizione, alle istanze di rinnovamento sta diventando un rischio per la democrazia, perchè nessuan società civile è in grado di sopravvivere senza una classe dirigente. Ed oggi l’Italia non ha più un sistema politico in grado di rappresentare la società nazionale.

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