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L’oligarchia salva le Province

Autore: . Data: mercoledì, 6 luglio 2011Commenti (0)

Uno schieramento bipartizan, Pdl e parte del Pd, impedisce l’abolizione delle Province. Quando si arriva alle cose concrete le differenze tra i partiti si annullano.

Quattro ore di discussione, un’assemblea di gruppo con decine di interventi. E alla fine il Pd ha deciso per l’astensione sulla proposta dell’Idv di abolizione delle Province ed è stato determinante per affossare la norma in Aula alla Camera.

Per fortuna almeno non è stata una scelta facile. Anche il Pdl, che pure si era espresso contro, si è diviso, con 43 deputati che si sono astenuti.

Il confronto interno al gruppo Pd di Montecitorio è andato avanti per quattro ore. Già un paio di settimane, quando si era arrivati al voto in Aula, i democratici si erano spaccati. Dopo che Gianclaudio Bressa aveva annunciato il voto contrario all’emendamento dell’Idv che avrebbe tolto le Province dalla Costituzione si era creato un fronte interno bipartisan che chiedeva un ripensamento.

Il capogruppo Dario Franceschini aveva mediato e si era deciso di chiedere un rinvio, poi ottenuto. Ieri però è arrivato il giorno della decisione. Così i deputati si sono riuniti per scegliere che linea tenere. Dopo un avvio interlocutorio ha parlato Walter Veltroni.

L’ex segretario ha chiarito subito che si sarebbe rimesso alla decisione del gruppo e che condivide la proposta del partito democratico per l’accorpamento e non la soppressione delle Province. Ma non ha mancato di mettere in guardia sull’inopportunità in questo momento per il Pd di votare con Pdl e Lega.  A quel punto qualcuno gli ha ricordato che l’accorpamento era nel suo programma del 2008. “Se si prende quel programma lo si deve fare per intero…”, e’ stata la sua replica.

Nel merito, il fatto di ’decostituzionalizzare’ le Province non avrebbe comunque precluso una riforma. Le parole di Veltroni hanno convinto ed alcuni parlamentati hanno sostenuro la necessità di schierarsi con l’Idv e il Terzo polo in favore dell’abolizione delle Province.

Tra i favorevoli Rosy Bindi, Pierluigi Castagnetti, Alessandro Maran e Gianni Cuperlo. “Non si può parlare alla pancia quando si tratta di costi della politica e poi diventare all’improvviso razionali se si tratta di province”, ha affermato Pierpaolo Baretta.

Alla fine però ha prevalso la linea della non decisione: astenersi.

“Siamo anche disposti, nell’ambito di un confronto parlamentare, a discutere della vera e propria soppressione delle province ma nell’ambito di un disegno che redistribuisca le competenze”, ha dichiarato Franceschini.

L’emendamento Idv è stato bocciato con 225 voti contrari. I si sono stati invece 83 e 240 gli astenuti, tra i quali 43 deputati del Pdl.

Pier Ferdinando Casini ha commentato: “Mi dispiace molto che il Pd abbia perso l’occasione di fare una cosa saggia e di mandare il governo in minoranza”. Antonio Di Pietro, da parte sua ha tuonato: “Oggi si è verificato un tradimento generalizzato degli impegni e dei programmi elettorali fatti da destra a sinistra. C’è una maggioranza trasversale che possiamo chiamare ’maggioranza della casta”.

Pier Luigi Bersani si è difeso: “Noi abbiamo una nostra proposta e non ci vengano a fare tirate demagogiche. Il nostro testo prevede certi meccanismi per ridurre e accorpare le Province perchè bisogna anche dire come si fa”.

Alla fine, a prescindere da tutto, nulla è cambiato. L’oligarchia ha vinto.

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