“LasciateCIEntrare”: si metta fine allo scandalo dei Centri di identificazione ed espulsione
Numerose associazioni e partiti politici si sono finalmente accorti delle inaccettabili condizioni di vita alle quali sono costretti i migranti in attesa di espulsione.
Redattore sociale ha pubblicato alcune foto nelle quali si vede una giovane tunisina con evidenti segni di percosse e manganellate sulla schiena e sul braccio. Lei sostiene siano stati due agenti della guardia di finanza. Altri reclusi dicono di essere stati legati o sedati con tranquillizanti contro la loro volontà .
Ma i Cie sono inaccessibili alla stampa. Per denunciare la situazione, in realtà grave da mesi, ieri con un qualche ritardo un gruppo di parlamentari di Pd, Idv, Radicali, Udc e Fli, giornalisti, sindacalisti, associazioni e attivisti della società civile si sono riunti davanti agli ingressi dei Centri di identificazione e dei Cara (Centri di accoglienza per richiedenti asilo) per lanciare l’iniziativa ‘LasciateCIEntrare’ promossa da Fnsi, Ordine dei giornalisti ed altre associazioni.
I presidi sono avvenuti a Roma, Bologna, Modena, Gradisca, Torino, Milano, Bari, Cagliari, Santa Maria Capua Vetere, Trapani, Catania, Lampedusa, Porto Empedocle.L’obiettivo dei promotori è il ritiro della circolare n.1305 del 1 aprile 2011 con la quale il ministro celtico padano Maroni ha reso inaccessibili i luoghi di reclusione in nome di una non meglio identificata ‘emergenza nordafricana’. Oggi possono entrare solo alcune organizzazioni umanitarie scelte sulla base di criteri soggettivi.
Tuttavia, sebbene il detto ‘non è mai troppo tardi’ suggerisce un giudizio positivo sull’iniziativa, non si può non dimenticare che le discriminazioni da parte di esponenti politici (anche di opposizione) e stampa nei confronti dei migranti sono di vecchia data.
La ‘contemporaneità ’ tra violazioni e denuncie, tuttavia, non è nel costune del nostro Paese.


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