Giovani Cgil in festa ma ‘non più disposti a tutto’
“Ora tocca a noi”. Con questo slogan i “Giovani NON+disposti a tutto” si ritrovano alla festa nazionale di Coltano (Pisa) da oggi e fino al 17 luglio: saranno quattro giorni di eventi e dibattiti in piena estate, per confrontarsi sulle principali questioni politiche e sociali che riguardano il nostro paese e lanciare la mobilitazione per l’autunno.
“La campagna dei giovani Cgil – si legge in una nota – non si ferma: dopo l’impegno di quest’anno, che li ha portati in piazza a favore dei diritti, per il lavoro e contro il precariato, il movimento è in costante crescita e si prepara a continuare. L’appuntamento di Pisa – si legge ancora – è l’occasione per fare il punto. Sono attesi centinaia di giovani da tutta Italia per parlare di lavoro precario, welfare, definire proposte e strategie per rendere protagonista una generazione che in Italia come altrove dimostra di non avere alcuna intenzione di farsi da parte”.
Negli ultimi mesi i giovani Cgil hanno partecipato all’Europride di Roma, alla contestazione contro il ministro Brunetta dopo l’insulto ai precari, “vigilato sulla riforma dell’apprendistato” chiedendo “un vero contratto per l’accesso al lavoro”. E domani arriveranno a Pisa le voci degli indignados nell’incontro “Mediterraneo giovane e ribelle”.
La festa ospiterà testimonianze da Tunisia ed Egitto, analizzando quando accaduto in nord Africa in questi mesi. “In Italia – spiegano i giovani Cgil – qualche mese più tardi, giovani generazioni escluse e precarizzate hanno iniziato ad occupare la scena pubblica. Infine in Spagna, è arrivato il movimento degli indignados”. I rappresentanti dei movimenti europei e mediorientali si alterneranno dunque sul palco di Coltano.
Altro appuntamento centrale, secondo gli organizzatori, è la giornata dell’organizing, a cura della rivista Molecole Online. L’obiettivo è scambiarsi esperienze e costruire una mobilitazione comune. “La tradizione dell’organizing viene da lontano – spiega lo stesso Molecole – ovvero dall’America degli anni trenta dello scorso secolo e dal pensiero (e l’azione) di un grande leader sociale, Saul Alinsky. Al di là della sua storia gloriosa, oggi l’organizing è una sorta di software libero, un campo di strumenti e tecniche volte alla mobilitazione ed all’affermazione di lavoratori sfruttati, minoranze discriminate e territori marginalizzati”.


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