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Ancora un exploit del prezzo della benzina

Autore: . Data: martedì, 12 luglio 2011Commenti (1)

Nuovi rialzi per i prezzi dei carburanti. Il prezzo medio della benzina verde è arrivato a 1,612 euro al litro. Il governo continua a rimanere immobile.

Dopo quattro rialzi consecutivi, venerdì il prezzo internazionale della benzina è sceso, spinto da dati non incoraggianti relativi all’occupazione negli Usa. La quotazione si è fermata a 1.065 dollari la tonnellata (-2), pari a 564 euro per mille litri (-1).

In controtendenza l’Italia. Eni ha aumentato ed a catena si è verificata una crescita di circa 2 centesimi dei prezzi raccomandati per tutti. Ed a pagare di più i sono i cittadini meridionali, dove si sono raggiunti picchi record di 1,67 euro/litro.

Tra sabato e domenica i prezzi consigliati sono aumentati tra 1 e 2,4 centesimi al litro sulla benzina e tra 0,5 e 2,2 centesimi al litro sul gasolio. La media ponderata nazionale tra i diversi marchi si attesta questa mattina a 1,612 euro/litro per la verde (+1,1) e a 1,490 euro/litro per il gasolio (+1,1). Venendo alle singole compagnie, le medie dei prezzi variano per la benzina tra 1,598 euro/litro (Esso) e 1,625 euro/litro (IP), per il gasolio tra 1,478 euro/litro (Esso) e 1,498 euro/litro (IP).

Federconsumatori e Adusbef hanno commentato: “Anche oggi brutte sorprese attendono gli automobilisti nei distributori di carburante. La benzina, infatti, si attesta stabilmente al di sopra di 1,60 euro al litro, con picchi inauditi anche di 1,67 euro al Sud”. Secondo le due associazioni si tratta di “prezzi incredibili, che non si erano mai registrati neanche quando il petrolio aveva raggiunto quota 147 dollari al barile. A determinare questi costi elevatissimi non vi è solo l’ormai incontrollato meccanismo della doppia velocità, ma c’è anche lo zampino del governo. Quest’ultimo, non contento degli aumenti impressionanti raggiunti da un anno a questa parte, infatti, ha voluto infierire ulteriormente aggiungendo l’aumento delle accise sui carburanti non una, ma ben due volte (solo per la benzina, la prima volta di 2 centesimi, la seconda di altri 4 centesimi)”.

Per i consumatori a questi danni si aggiunge “il mancato intervento per favorire un processo di modernizzazione della rete e per mettere in campo i provvedimenti concordati con l’intera filiera petrolifera (ad esempio la Commissione Istituzionale sulla doppia velocità e l’eliminazione dei millesimi per favorire la comparazione tra i prezzi della benzina). Un modo di agire irresponsabile e dannoso, che ha comportato gravissime ripercussioni per i cittadini: i rincari subiti dagli automobilisti rispetto allo scorso anno ammontano complessivamente a +488 euro tra costi diretti ed indiretti (per la precisione +288 euro annui per i soli costi diretti e +200 euro annui per i costi indiretti)”.

Federconsumatori e Adusbef, a causa della strategia “completamente sbagliata intrapresa su questo versante dal governo” ha deciso di organizzare “una manifestazione protesta davanti a Montecitorio”.

Il governo, intanto e come sempre, tace.

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Commenti (1) »

  • Cosimo ha detto:

    Salve a tutti, penso che di si debba a questo punto prendere in seria considerazione di usare meno l’automobile almeno per brevi spostamenti e per una serie di importanti motivi: inquiniamo meno, ci fa bene alla Salute e risparmiamo soldini. Come fare per risparmiare sulla benzina? Se siete interessati, posso darvi dirvi come.
    Buon proseguimento.

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