Rifugiati, ieri ricorreva la loro Giornata mondiale
Ieri l’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati (Unhcr) ha compiuto sessant’anni. La ricorrenza, in concomitanza della Giornata Mondiale del Rifugiato, è stata celebrata in una conferenza a Roma con il Presidente dalla Repubblica Giorgio Napolitano e l’Alto Commissario delle Nazioni Unite per i Rifugiati Antonio Guterres.
Quest’anno la Giornata Mondiale del Rifugiato è stata dedicata al 60° anniversario della Convenzione di Ginevra relativa allo Status dei rifugiati, firmata nel luglio del 1951: la Convenzione, va ricordato, è stato il primo accordo internazionale che impegna gli stati firmatari a proteggere chi fugge dalle persecuzioni per motivi di razza, religione, nazionalità , appartenenza ad un determinato gruppo sociale o per opinioni politiche.
Molte le iniziative che sono state organizzate dalla rete delle associazioni che si occupano di accoglienza in Italia.
“L’azione dell’Alto Commissariato – ha dichiarato il presidente della Camera, Gianfranco Fini – è un’opera complessa nella quale trovano espressione alcuni fra i valori fondativi della Carta delle Nazioni Unite e della Dichiarazione universale dei diritti dell’uomo: la solidarietà verso coloro a cui è negato l’esercizio dei diritti e delle libertà fondamentali, la cooperazione internazionale, l’impegno per la pace e la sicurezza fra le nazioni”.
E il fatto che quest’anno le celebrazioni coincidano con il sessantesimo anniversario della Convenzione di Ginevra sullo status di rifugiati “favorirà certamente – ha sostenuto Fini – un bilancio sul ruolo svolto da questo fondamentale strumento giuridico internazionale e consentirà l’avvio di una riflessione, propositiva ed aperta al futuro, sull’efficacia di tale quadro giuridico e sulla sua adeguatezza rispetto alla natura ed alle dimensioni dei nuovi flussi di popolazione”.
Nell’area del Mediterraneo “i rivolgimenti politici in atto stanno intensificando le migrazioni euromediterranee e gli attuali flussi potrebbero infatti rappresentare solo una fase intermedia rispetto a cambiamenti ancora più vasti e profondi”. Si tratta di “inedite sfide – secondo la terza carica dello Stato – che costituiscono un ineludibile terreno di prova per l’Alto Commissariato, chiamato oggi ad affrontare una difficile transizione attualizzando gli strumenti di tutela dei valori umanitari di cui è istituzionalmente portatore: la difesa indefettibile della dignita’ umana, la costante promozione delle libertà fondamentali, il rinnovamento del patto di solidarietà fra i popoli”.


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