Rai: una guerra persa
I risultati delle ultime consultazioni non sono serviti a nulla. I partiti ed in particolare il centro destra si ostinano a fare come sempre.
Il Cda non riesce a varare neppure le nomine lottizzate. E l’azienda va sempre più alla deriva.
Ieri nuovo rinvio per le nomine Rai. Dopo una seduta del Consiglio di amministrazione alla quale la maggioranza di centro destra non si è presentata adesso la nuova scusa e la non consegna, nel termine delle 24 ore, dei curricula dei nuovi possibili direttori.
Richiesta bislacca, visto che quello che conta a viale Mazzini sono le tessere di partito e non le competenze, come molti dirigenti dimostrano.
In ogni caso, il centro destra insiste nel programma di devastazione del servizio pubblico. E nessuno sembra in grado di femarlo.
Dopo l’abbandono di Santoro, i dubbi sulla permanenza di Fazio, Gabanelli e altri, le polemiche sui palinsesti, le difficoltà del Tg1 del ‘direttorissimo’ Minzolini, le critiche del presidente dell’Autorità per le telecomunicazioni Calabrò e le crescenti tensioni interne all’azienda, la strategia demolitoria marcia come un Caterpillar.
L’elenco dei nuovi ‘beneficati’ non presenta novità : Gianluigi Paragone, pur tra le polemiche, potrebbe diventare direttore di RaiDue in virtù della sua origine leghista e Susanna Petruni dovrebbe andrebbe a guidare il Tg2 grazie ai suoi collegamenti col Cavaliere.
Inoltre, Gianni Scipione Rossi, fratello di Filippo (ideologo dei finiani di ‘Fare Futuro’) sarebbe il nuovo Capo delle Tribune Elettorali, Giorgio Giovannetti, indicato come vicino al Pdl andrebbe a Gr Parlamento. Carlo Freccero (opposizione) rimarrebbe a Rai 4, come Pasquale D’Alessandro (un tempo An adesso chissà se futurista o pidiellino) a Rai 5, Giancarlo Leone (figlio dell’ex presidente della Repubblica Giovanni) alla nuova direzione dell’Intrattenimento, Carlo Nardello (sembra ‘sensibile’ al berlusconismo) alle Risorse umane e organizzazione, Luciano Flussi (Pd-prodiano) alla direzione Radiofonia.
Inutile inseguire le ‘appartenenze’ di tutti. Basti sapere che, inoltre, Fabio Belli potrebbe essere destinato alla direzione Finanza, Valerio Fiorespino alle Risorse Tv, Silvia Calandrelli a Rai Educational, Bruno Socillo alla Direzione corrispondenti esteri, Roberto Nepote a Rai Gold (ovvero Rai Movie più Rai Premium), Alessandro Zucca al coordinamento sedi regionali.
Il nuovo direttore generale, Lorenza Lei, insomma, non si è distinta dai suoi predecessori. E d’altra parte come avrebbe potuto? La lottizzazione è la regola ferrea in Rai e non prevede eccezioni.
Fino a quando la barca va. Poi accadrà quello che ha ucciso Alitalia. Il bilancio va a rotoli ed arrivano ‘eroi partitici’ che la prendono per pochi spiccioli e la lasciano appassire definitivamente.
L’ora X del servizio pubblico si sta avvicinando a grandi passi, per la gioia della concorrenza. Che guarda caso è di proprietà del Cavaliere. Quello degli editti bulgari e dell’espulsione dei più seguiti. Ma guarda un po’…


Lascia un commento