cronaca

I fatti senza distorsioni, opinioni o interpretazioni. Spesso la realtà è differente da come viene raccontata dai media.

esteri

Il mondo è un illustre sconosciuto e il Sud del pianeta è quasi del tutto ignorato. E molte cose sono diverse da come appaiono.

politica

In Italia ormai il Palazzo e la società civile sono pianeti separati. Si deve cercare di restituire ai cittadini trasparenza.

tu inviato

Gli articoli scritti dai cittadini e pubblicati dal nostro giornale. La libera informazione è libertà di espressione.

vivere

Diritti civili, convivenza pacifica, cultura, arte, spettacolo, salute, ambiente, sport, tecnologie, cucina: sono il cuore del millennio.

Home » politica
Regola la dimensione del carattere: A A

Lo strano caso del referendum ‘dimenticato’

Autore: . Data: lunedì, 6 giugno 2011Commenti (0)

In attesa del voto l’opposizione si occupa di acqua e nucleare, ma quasi non parla del ‘legittimo impedimento’. L’opportunismo in politica non paga.

Come dovrebbe essere noto, ma non lo è troppo, domenica 12 e 13 giugno si voterà per alcuni referendum. I quesiti riguardano la gestione dell’acqua, il nucleare ed il legittimo impedimento. Concretamente le 4 schede contengono quattro domande.

Due sul tema del servizio idrico. La prima riguarda non solo l’acqua, ma più in generale propone l’abrogazione dell’articolo di legge relativo alla privatizzazione dei servizi pubblici di rilevanza economica. La seconda propone l’abrogazione della norma secondo cui la tariffa per il servizio idrico è determinata tenendo conto dell’adeguatezza della remunerazione del capitale investito. In poche parole votando ‘Si’ si afferma la intangibilità dei servizi pubblici e della proprietà pubblica dell’acqua, votando ‘No’ si autorizza la cessione o la gestione privata di alcuni rilevanti servizi pubblici.

Una scheda è dedicata al nucleare e non richiede molte spiegazioni: chi vuole la soppressione dei programmi di sviluppo e costruzione in campo atomico dovrà votare ‘Si’.

Fin qui tutto appare chiaro, quasi semplice. I cittadini non sono molto informati e forse un gran numero di italiani non sa neppure che si andrà alle urne. Da molti anni i referendum non raggiungono il quorum e la necessità che vada ai seggi il 50 per cento più uno degli aventi diritto consente a chi si oppone alle consultazioni di ‘vincere’ sempre. I partiti nulla hanno fatto per modificare la percentuale, abbassandola o eliminandola del tutto, così da affidare davvero agli elettori il diritto a decidere.

In questo caso Berlusconi ha impedito che si collegassero le elezioni amministrative delle scorse settimane alla consultazione referendaria. Il motivo è elementare: evitare il raggiungimento del quorum e vanificare il voto. Naturalmente non badando a spese, perchè il giochetto è costato alle casse dello Stato 300 milioni di euro.

I partiti in questi giorni si stanno agitando per sensibilizzare i propri sostenitori. C’è chi si concentra sull’acqua, chi lo fa sul nucleare. Com’è tipico dell’istituto del referendum non c’è spazio per il ragionamento, ma tutto diventa questione di ‘fede’. Con l’accetta in mano i presunti sostenitori dell’acqua pubblica e quelli delle privatizzazioni tout court ululano all’elettorato e lo stesso fanno i nuclearisti e gli anti nuclearisti.

Ed un quesito è un po’ dimenticato. Da maggioranza ed opposizione: quello sul legittimo impedimento. Si tratta di mantenere o abrogare la legge che permette al Cavaliere di decidere quando presentarsi in tribunale.

La disposizione, che in origine affidava all’imputato la decisione di determinare l’improrogabilità di altri impegni e di conseguenza gli consentiva di non andare alle udienze, è stata modificata da una sentenza della Corte costituzionale che ha dato al giudice la facoltà di decidere.

Di fatto il referendum sul legittimo impedimento è un vero e proprio referendum su Berlusconi, perchè dopo l’intervento della Consulta il premier ha perso i privilegi che il provvedimento gli offriva.

I partiti non vogliono correre rischi in questo momento e quindi hanno silenziosamente deciso di glissare sul quesito. L’opposizione, specialmente dopo i successi di Milano, Napoli, Cagliari, Trieste, ecc non vuole dare al Cavaliere l’opportunità di riscattarsi con un voto favorevole, il centro destra è terrorizzato da un nuovo esito sfavorevole.

Ed allora i partiti hanno pensato bene di non dire troppo sul ‘legittimo impedimento’, impegnandosi sugli altri quesiti e tralasciando quello decisamente più politico. E’ infatti chiaro che se si dovesse raggiungere il quorum e la norma fosse abrogata per l’Uomo di Arcore sarebbe la bocciatura definitiva. Se invece fosse conservata la stangata colpirebbe l”opposizione.

Eppure nessuno ne parla, nessuno ‘politicizza’ la vicenda, forse i due schieramenti nutrono il silenzio con una speranza segreta comune.

Il centro sinistra, attraverso il ‘gancio’ del  nucleare (meno dell’acqua), immagina di poter raggiungere il quorum e quindi attraverso ’4 Si’ vincere su tutto il fronte. Il centro destra spera di convincere gli italiani dell’inutilità della consultazione ed attraverso la scarsa informazione o la disinformazione di facilitare il già quasi certo non raggiungimento del quorum, disinnescando così il pericolo del referendum sul premier.

Uno spettacolo indecoroso di opportunismo, che in un caso o nell’altro espropria i cittadini del loro diritto a decidere e mostra l’ormai incurabile malattia della democrazia italiana.

Stampa articolo (o crea PDF)
Fai una donazione a InviatoSpeciale
Condividi o invia per e-mail


Informativa

Commenti disabilitati.

InviatoSpeciale è un quotidiano on line di Informazione, Politica e Cultura, pubblicato dall'Associazione Onlus The GlobalvillageVoice,
registrato al Tribunale di Bari, numero 1273, del 24 aprile 2008