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Italia reale: l’inflazione continua a picchiare duro

Autore: . Data: mercoledì, 1 giugno 2011Commenti (0)

I dati sulla salute del Paese sono preoccupanti, ma i media continuano ad occultarli. Per motivi ormai difficili da capire.

In Italia si registra una crescita del 2,6 per cento dell’inflazione, in accelerazione rispetto al 2,5 di marzo. La rilevazione Istat sulle stime provvisorie di maggio per il settore dei beni ha evidenziato che i prezzi degli alimentari (incluse le bevande alcoliche) aumentano rispetto ad aprile dello 0,7 per cento, evidenziando una forte accelerazione del tasso annuo, che sale al 2,9 dal 2,2 per cento del mese precedente. Si tratta del livello più alto dal maggio del 2009, ovvero da due anni.

L’inflazione continua a salire ad aprile anche in tutta l’area Ocse, dove i prezzi al consumo hanno registrato una crescita tendenziale del 2,9 per cento contro l’aumento del 2,7 segnata a marzo. L’incremento, il maggiore dall’ottobre 2008, è legato al forte rincaro dei prezzi dell’energia, saliti del 13,8 per cento contro la crescita del 12,4 segnata a marzo.

Secondo una analisi della Coldiretti a maggio i quali i prezzi dei beni alimentari hanno toccato i valori più alti da due anni a questa parte con un aumento del 2,9 per cento rispetto allo scorso anno. La conseguenza avrebbe fatto scendere i consumi a tavola. Crollata del 9 per cento la vendita di frutta e dell’8 per cento dei prodotti ittici. Ma diminuiscono anche il pane, meno 7 per cento, i prodotti lattiero caseari, meno 6 per cento, e le carni bovine, meno 5 per cento.

I dati Istat e Ismea – ha sottolineato la Coldiretti – “evidenziano una riduzione media degli acquisti familiari in quantità del 4 per cento nel primo trimestre del 2011. Ma c’è il timore che la vicenda dei cetrioli contaminati dal batterio killer possa generare fenomeni di psicosi capaci di portare a un ulteriore calo dei consumi, nonostante in Italia non si sia verificato alcun caso e siano stati avviati controlli a tappeto sui prodotti importati”.

“Dall’analisi – ha spiegato l’organizzazione degli imprenditori agricoli – emergono però trend fortemente positivi per gli acquisti diretti dal produttore (+28 per cento) e per la spesa in prodotti biologici confezionati (+13 per cento) nel primo bimestre 2011. In generale – continua la Coldiretti – gli acquisti di tutti i prodotti alimentari risultano in calo,anche se a tenere maggiormente sono i vini (-1,3 per cento), le carni di pollo (-1,9 per cento), la pasta di semola (-2,3 per cento), ortaggi e patate (-2,6 per cento) e carni suine e derivati (-2,7 per cento). Il calo quantitativo che si e’ verificato nel primo trimestre del 2011 accentua il trend negativo del 2010 che si e’ chiuso con una diminuzione dell’uno per cento degli acquisti”.

Sul fronte dei carburanti i prezzi dopo una lunga serie di aumenti omogenei mostrano delle oscillazioni e compare anche qualche segno meno.

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