Diritti globali, tra liberismo e rivolte: ecco il Rapporto 2011
Promosso dalle associazioni italiane più autorevoli, il rapporto sui diritti globali giunge quest’anno alla sua nona edizione e verrà presentato oggi a Roma presso la Cgil (in corso d’Italia 25). Nel tempo della crisi globale, il lavoro prova ad entrare in profondità nell’analisi delle tendenze mondiali.
In un’intervista rilasciata a ‘La Stampa’ nel marzo scorso, il sociologo Edgar Morin sostiene che “salvarsi dalla catastrofe è improbabile, perciò ci spero». Ecco il senso dei colori della copertina del Rapporto di quest’anno, hanno spiegato gli estensori: un blu intenso e predominante, che “ci dice delle difficoltà di un mondo alle prese con la crisi globale, con la disumanità delle guerre, dei terrorismi e delle violazioni dei diritti, con la devastazione ambientale che sembra conoscere ripensamenti troppo lenti e timidi; ma c’è anche un punto di verde che si affaccia e reclama un’incerta speranza, che allude a un orizzonte di futuro possibile, più degno e giusto per tutti”.
C’è dunque “il colore cupo del cimitero liquido che inghiotte a migliaia nel Mediterraneo e nel Canale di Sicilia uomini, donne e bambini in fuga e c’è il pallido verde del sogno di una vita desiderabile negli interstizi della Fortezza Europa. C’è lo scuro della privazione della libertà e del domani, della fame, della sete, della rapina delle risorse, del sottosviluppo e c’è il tenue ma tenace verde della liberazione e della rivolta che s’impongono al mondo e rovesciano i tiranni”.
Tra i temi trattati: la crisi finanziaria globale e i rischi del protezionismo, l’economia, le politiche sui redditi e quelle sociali, le trasformazioni del mercato del lavoro e la precarietà diffusa, gli infortuni sul lavoro, il welfare e il diritto alla salute, il carcere, la corruzione e la giustizia, la sicurezza urbana, le ronde e il neoautoritarismo, il volontariato, il Terzo settore e l’economia solidale, i diritti dei consumatori e degli utenti, il nuovo mutualismo e la cittadinanza attiva, la finanza etica e i nuovi stili di vita, la decrescita e il consumo responsabile, le migrazioni e i rifugiati, la multiculturalità e la cultura delle differenze, le guerre infinite, i terrorismi globali e le paci possibili, l’Europa politica e quella sociale, lo stato del pianeta e la green economy.
In ognuno degli otto capitoli è definito il punto della situazione e sono delineate le prospettive del 2011. L’analisi e la ricerca sono corredate da cronologie dei fatti, da approfondite schede tematiche, dai dati statistici più aggiornati, da un accurato glossario, dai riferimenti bibliografici e web, dalle sintesi dei capitoli e dall’indice dei nomi e delle organizzazioni citate.


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