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Allarme carburanti: prezzo ormai alle stelle

Autore: . Data: venerdì, 17 giugno 2011Commenti (0)

Il problema del costo delle benzine non sembra interessare nessuno, ma è diventato un vero e proprio flagello che trascina dietro di se tutto e tutti.

Ieri alcune compagnie hanno ulteriormente alzato i propri listini. Variazione più, variazione meno un litro di ‘verde’ può costare anche dai 1.568 a 1,577 euro al litro. Un’enormità.

Non va meglio per il diesel, oscillante da 1,444 a 1,454 euro al litro. Il Gpl, invece si vende tra 0,759 e  0,777 euro al litro.

Coldiretti, tra le poche voci nel silenzio del deserto, ha commentato i dati Istat sull’inflazione a maggio e dai quali si desume come l’aumento del 12,6 per cento dei prodotti energetici non regolamentati abbia contagiato la spesa alimentare che registra un aumento tendenziale del 3 per cento.

L’associazione ha affermato: “In un Paese come l’Italia dove l’86 per cento dei trasporti commerciali avviene su gomma l’aumento dei carburanti pesa notevolmente sui costi della logistica e sul prezzo finale di vendita dei prodotti”.

Coldiretti ha insistito: “A subire gli effetti del caro benzina sono soprattutto gli alimentari con ogni pasto che percorre in media quasi 2mila chilometri prima di giungere sulle tavole. L’effetto dell’aumento del costo dei carburanti ha determinato un effetto valanga sulla spesa, particolarmente evidente per la crescente dipendenza dall’Italia per l’alimentazione dall’estero da dove arrivano prodotti che devono percorrere migliaia di chilometri prima di giungere in tavola”.

“Il caro energia – ha concluso l’associazione – si è fatto sentire anche sul piano dell’aumento dei costi di produzione in agricoltura che fanno segnare un aumento medio del 5 per cento nel mese di aprile rispetto allo scorso anno”.

Le considerazioni dell’associazione dei coltivatori sono chiare ed inequivocabili e dimostrano come ormai si sia superato abbondantemente il livello di guardia senza che il governo neppure esponga il proprio parere sull’argomento.

E sempre l’Istat ha fatto notare come la benzina sia salita dell’11 per cento in un anno, mentre a maggio il prezzo del gasolio per i mezzi di trasporto è cresciuto del 15,1.

Per il gasolio da riscaldamento, poi, il prezzo ha segnato un salto in avanti del 14 per cento.

In un Paese nel quale le famiglie a rischio povertà aumentano il cibo, il carburante ed il riscaldamento sono spese essenziali.

Ma niente accade, nessun provvedimento è in vista, non c’è all’orizzonte alcuna iniziativa per combattere il lievitare dei prezzi. E mentre le aziende petrolifere consolidano i propri già colossali guadagni i cittadini vedono erodere stipendi già miseri.

E’ l’Italia del fare di Berlusconi.

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