Romanì, un rapporto sulla loro vita nella Capitale
Riceviamo dall’Associazione ’21 luglio’ e volentieri pubblichiamo.
“C’è un posto a Roma, un ex edificio industriale in cui un tempo si produceva la carta, dove oggi vengono ‘raccolti’ i romanì vittime di alcuni sgomberi della Capitale.
A viverci, allo stato attuale, sono in 350 persone, ammassate le une accanto alle altre in 5 capannoni dove la privacy delle famiglie, se di privacy possiamo parlare, al massimo viene garantita da ‘muri divisori’ fatti di lenzuola, tovaglie, coperte.
Le condizioni di vita dei romanì all’interno di questa struttura sono a dir poco precarie e la situazione igienico-sanitaria difficile. Vivere così è lesivo della dignità umana.
Della struttura si occupano le autorità comunali della Capitale e, per la sua gestione, vengono spese somme di denaro non indifferenti. Questi locali, inoltre, sono assolutamente inaccessibili dall’esterno e mai nessun giornalista ha potuto accedervi.
Abbiamo realizzato un report in merito (curato da Andrea Anzaldi, Aurora Sordini e Carlo Stasolla) e invitiamo cittadini e stampa alla sua presentazione ufficiale.
L’evento si terrà lunedì 30 maggio alle ore 16 presso la facoltà di Architettura dell’Università Roma Tre (via Madonna dei Monti 40, Roma – Metro Cavour).
Nel corso del pomeriggio sarà anche presentato un video documentario che ripercorre la storia dell’edificio mostrando con le immagini le condizioni di vita dei romanì al suo interno”.
Foto di Davide Falcioni


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