L’Europa limiterà la libera circolazione
I venti razzisti non soffiano solo in Italia. La crisi politica dell’Ue sta portando alla modifica del regolamento sui visti.
La Commissaria europea per gli affari interni, Cecilia Malmstrom, ha presentato ieri un pacchetto di misure che modificano profondamente l’attuale normativa.
Malmstrom ha spiegato: “La situazione nel Mediterraneo meridionale continua a richiamare l’azione dell’Unione europea e la Ue ha adottato una serie di misure a breve termine per aiutare i paesi del Nord Africa e sostenere gli Stati membri in prima linea, assicurando una risposta coerente per coloro che hanno bisogno del nostro aiuto”.
“Ciò che vi propongo oggi – ha aggiunto – supera i bisogni urgenti. Il nostro piano è quello di sviluppare una cooperazione più strutturata con i paesi del Nord Africa. E’ interesse sia dell’Unione europea sia dei paesi del Nord Africa promuovere la mobilità e la migrazione ben gestita. L’Europa sarà sempre più dipendente dai lavoratori immigrati e il potenziale offerto dai paesi del Nord Africa dovrebbe essere colto in modo reciprocamente vantaggioso”.
Noi, ha continuato la Commissaria, “dobbiamo anche rendere più facile per studenti, ricercatori e uomini d’affari visitare gli altri Paesi. A tal fine abbiamo bisogno di aprire uno spiraglio maggiore nella sicurezza giuridica in Europa, intensificando la cooperazione con i nostri vicini meridionali, stabilendo regole chiare e garantire condizioni di sicurezza in modo che questo movimento soddisfi gli interessi di tutte le parti”.
Ma dopo tante affermazioni ‘di principio’ ecco la misura restrittiva nascosta da Malmstrom tra altre parole demagogiche: “Anche rendere più facile per le persone viaggiare verso l’Ue attraverso la liberalizzazione dei visti. Allo stesso tempo, dobbiamo assicurarci che i nostri accordi di liberalizzazione dei visti non vengano strumentalizzati. E’ per questo che oggi ho proposto di introdurre una clausola di salvaguardia per circostanze eccezionali e molto severe. Spero che ciò contribuisca a rafforzare negli Stati membri ’la fiducia e la volontà di introdurre regimi dei visti più liberi in futuro”.
Insomma, presunte e non meglio specificate “circostanze eccezionali” potranno portare a chiudere le frontiere. Ma in nome della “liberalizzazione”. La retorica è di casa anche a Bruxelles.


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