Le pensioni da fame
In pochi giorni: declassamento da parte di Standard & Poor’s, 25 per cento della popolazione in povertà, manovra annunciata da miliardi di euro ed ora le pensioni. La metà è inferiore a 500 euro.
A Milano e Napoli si avvicina un lunedì di fuoco e tutto fa pensare che per Berlusconi si stia avvicinando una pesante sconfitta.
I nani e le ballerine del centro destra da martedì potrebbero dissolversi nel nulla, spazzati via da un esito per nulla annunciato dalla stampa, ma largamente sentito dai cittadini.
Comunque vadano le elezioni comunali (davvero ‘comunque’, perchè come è accaduto alla Camera con Scilipoti e colleghi tutto è possibile) il crollo della struttura stessa sulla quale si basa la Repubblica appare in un forte stato di avanzamento.
In una manciata di ore la più importante agenzia internazionale di rating, la S&P ha abbassato da stabili a negative le prospettive economiche del nostro Paese. Poi l’Istat ha rilevato che un italiano su quattro è prossimo o a rischio povertà, quindi la Corte dei Conti ha avvertito che il nostro debito impone una manovra finanziaria speciale da 46 miliardi per realizzare ”un aggiustamento di dimensioni paragonabili a quello realizzato nella prima parte degli anni Novanta per l’ingresso nella moneta unica”.
E ieri l’Inps ha reso noto che una pensione su due presenta un assegno mensile inferiore a 500 euro.
Inoltre il 79 per cento del totale delle pensioni erogate è al di sotto della soglia dei mille euro mensili mentre appena il 9,9 è superiore ai 1.500 euro al mese.
Se a questi numeri da incubo si aggiunge il dato della disoccupazione, che non riguarda solo i giovani, ma l’intera popolazione, anche perchè non c’è quasi nessuna offerta di lavoro (se non con contratti temporanei da sfruttamento), la realtà italiana appare drammatica.
Eppure non se ne parla. I giornali nascondono questo tipo di notizie ‘perchè non vendono’ ed i cittadini accettano la situazione preferendo a volte subire gli infiniti pomeriggi televisivi infarciti di gossip e sciocchezze.
La situazione generale del Paese è ben oltre il livello di guardia, ma non si intravvedono vie di uscita. L’opposizione, infatti, appare più che mai a corto di idee.


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