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Incensi, sali da bagno e profumatori diventano fuorilegge

Autore: . Data: mercoledì, 18 maggio 2011Commenti (0)

Il crimine guadagna miliardi di euro dal narcotraffico. E  invece di legalizzare si insiste col proibizionismo.

Incensi, sali da bagno e profumatori per ambienti diventano illegali dopo essere stati inseriti nella tabella delle sostanze stupefacenti.

La messa al bando riguarderà i prodotti contenenti una serie di nuovi cannabinoidi sintetici, definiti smart drug e censiti dal Sistema nazionale di allerta del Dipartimento politiche antidroga (Dpa).

Nel darne notizia il Dipartimento Dpa ha precisato che “in collaborazione con il ministero della Salute, finalmente tali sostanze sono state rese illegali e inserite nella tabella delle sostanze stupefacenti. Questo comporta che qualsiasi smart shop o persona che venderà tali prodotti potrà essere denunciato per spaccio di droga”.

“La novità – ha precisato il Dpa, guidato dal sottosegretario Carlo Giovanardi – è che, oltre ai già inseriti JWH 018 e JWH 073, sono stati inseriti JWH 250 e JWH 122 e tutte le altre droghe sintetiche con strutture analoghe a questi ultimi cannabinoidi sintetici. Questo permetterà di estendere a qualsiasi altra sostanza strutturalmente analoga la possibilità di sequestro e denuncia per violazione del DPR 309/ 90 (legge sugli stupefacenti)”.

Giovanni Serpelloni, capo del Dpa, ha dichiarato: “L’identificazione precoce di questi cannabinoidi sintetici, sia da un punto di vista tossicologico che attraverso un attento monitoraggio dei pronto soccorsi mediante il Sistema di allerta, si sta dimostrando molto efficace nella prevenzione della diffusione di queste pericolosissime sostanze che si dividono in 7 grandi gruppi strutturali, i piu’ comuni dei quali sono derivati del JWH 250 e JWH 122″.

“Questo risultato – a detta di Serpelloni – è un ulteriore traguardo nella lotta alla droga che permetterà finalmente di interrompere il nuovo mercato delle smart drug che fino ad oggi è riuscito ad evitare i divieti imposti dalla legge e a generare, oltre che molti danni alla salute, anche elevati redditi per questi nuovi tipi di spacciatori”.

Solo pochi giorni fa il Consiglio Italiano delle Scienze sociali ha reso noto che il fatturato del mercato degli stupefacenti in Italia è stato di 24 miliardi di euro nel 2010.

Tutto denaro gestito dal crimine organizzato, che sfrutta la illegalità di un sistema distributivo gigantesco.

La politica ottusa del governo di centro destra che assimila droghe pesanti, leggere e sintetiche in un unico programma di messa al bando indiscriminata sta facendo crescere non solo i consumi, ma anche i redditi dei crimine.

E neppure discute più di come scardinare un fenomeno che lontano dall’essere contenuto continua a produrre danni non solo ai ‘consumatori’ di stupefacenti, ma a tutta la società che è costretta a subire l’influenza dell’immensa massa di denaro illegale gestita dai narcotrafficanti.

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