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In Italia dilaga il narcotraffico

Autore: . Data: martedì, 17 maggio 2011Commenti (0)

La diffusione della droga è colossale e produce utili enormi al crimine organizzato. E non si fa alcuna ipotesi di contrasto attraverso la legalizzazione.

Gli spacciatori che hanno lavorato dal 2005 al 2009 nel nostro Paese sarebbero stati circa 350 mila. Ognuno di loro è in grado di vendere più di 3 mila dosi all’anno.

Secondo le stime del Consiglio Italiano delle Scienze sociali, contenute nel libro bianco ’Il mercato delle droghe’, il fatturato per i criminali è stato di 24 miliardi di euro nel 2010.

Il mercato degli stupefacenti, secondo lo studio, non conosce crisi e si possono stimare in 540.000 i consumatori ’problematici’, ovvero coloro che assumono più di 200 dosi in un anno e dai quali dipende oltre il 50 delle entrate, per un valore di 12,8 miliardi. Tra loro 140 mila hanno meno di 21 anni.

Ci sono poi i consumatori ’regolari’, quelli che assumono droga almeno una volta a settimana, e che sono oltre 3 milioni.

Infine si classificano gli occasionali, persone che limitano la frequenza a un paio di volte al mese e che sono circa 4,3 milioni.

Secondo lo studio “l’ampia diffusione appare legata allo spostamento della sottocultura della droga dall’area della devianza a quella degli spazi aggregativi e ricreativi’. Una valutazione confermata anche dalla giovane età dei consumatori, come emerge da una ricerca del Dipartimento delle politiche Antidroga in collaborazione con l’Università di Tor Vergata, su un campione di 38 mila studenti, riportata nello studio.

Secondo gli analisti il 27,3 per cento degli studenti ha provato la cannabis o la cocaina nella vita, il 21,9 negli ultimi dodici mesi, il 14,4 anche nell’ultimo mese.

Il libro bianco, realizzato da Carla Rossi, dell’Università di Tor Vergata e da Guido Mario Rey e Alberto Zuliani (entrambi in passato alla guida dell’Istat), stima anche le quote di mercato: 2,4 miliardi provengono dall’eroina, verso la quale si indirizzano quasi esclusivamente i consumatori problematici, 9,7 miliardi dalla cocaina, altrettanti dalla cannabis.

Enrico Giovannini, presidente dell’Istat, ha spiegato che il dato di 24 miliardi di fatturato “non è ufficiale, ma è nettamente superiore a quelle precedenti perchè per questo lavoro ci si è avvalsi di ulteriori strumenti” e di vari studi.

Il fenomeno economico va indagato, ha aggiunto Giovannini che ha concluso: “Solleciteremo una riflessione presso l’Eurostat per trovare metodologie e arrivare a stime coerenti che comprendano tutto il territorio europeo”.

Tuttavia, la riflessione principale dovrebbe impegnare la politica, che non intende in nessun modo contrastare il mercato clandestino attraverso forme di legalizzazione che sconfiggerebbero in pochissimo tempo il crimine organizzato alla base della diffusione del fenomeno.

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