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Il Primo Maggio dei dimenticati. Morti senza lavoro

Autore: . Data: lunedì, 2 maggio 2011Commenti (0)

Oggi una rincorsa al consenso per bombardare la Libia, senza memoria di quella “vecchia” Costituzione che ripudia la guerra. Una rincorsa al Referendum, voluto dai cittadini, ma il popolo in Italia è sovrano finchè lo decide il capo del Governo. Questo è un Paese che ha deciso di morire. Lavoratori, lavoratrici, imprenditori dopo essersi rivolti a politici e sindacati  hanno compiuto un gesto che manifesta il malessere diffuso in tutta la penisola.

Di seguito un elenco di nomi, cittadini che a seguito della crisi economica, come unica alternativa, hanno trovato il suicidio. Dal primo maggio dell’anno scorso ad oggi. La nostra classe dirigente è a conoscenza della disperazione di uomini e donne che a volte non hanno nemmeno un nome? Il Paese reale non è in ansia per il nucleare, per la Libia, o per la riforma della magistratura. Il Paese reale è senza lavoro e il 1 maggio non lo festeggia da tempo.

Probabilmente quest’anno infortuni e morti sul lavoro diminuiranno, non perchè la ThyssenKrupp farà storia, ma per il fallimento di politica e sindacati. Con queste notizie non si aprono i tg, si preferisce dare la notizia che l’Italia sta superando la crisi. Il 1 maggio vorremmo dedicarlo ai seguenti uomini e donne.

22 aprile 2011.  Ventottenne pakistano perde il lavoro e si suicida gettandosi nel lago. L’episodio è accaduto a Salò. Alcuni testimoni hanno visto il giovane allontanarsi da un gruppo di amici per poi gettarsi in acqua.

17 aprile. L’Aquila, operaio si toglie la vita, lo ha trovato un collega (la notizia non è comparsa sui giornali).

12 aprile. Perde il lavoro, ingegnere di Mestre si uccide lanciandosi dal terzo piano.

29 marzo. Firenze, il decesso risalirebbe a qualche mese fa, nelle tasche è stata trovata una lettera ormai illeggibile. Il 47enne, scomparso da casa a gennaio dopo un litigio con la moglie, era finito in cassintegrazione, ma anche questa era giunta al termine.

28 marzo. Catania, un operaio della Pubbliservizi, Antonino Lanza di 50 anni, si è suicidato lanciandosi dalla tromba delle scale del palazzo in cui ha sede l’azienda per cui lavorava, situato vicino al lungomare di Ognina a Catania. Era stato licenziato.

2 marzo. Pordenone, padre di 3 figlie perde il lavoro e si suicida.

31 gennaio. Operaio perde il lavoro e si suicida dandosi fuoco. L’uomo era impiegato in una ditta di Zingonia (Bergamo) che è fallita un paio di mesi fa, costringendolo a casa.

15 gennaio. Lo hanno trovato impiccato, P. C., 30 anni, sposato e padre di un figlio in tenera età, licenziato qualche settimana prima da un supermercato di Ragusa, dove lavorava come commesso, per avere incassato alcuni buoni sconto da cinque euro.

6 gennaio. La causa del gesto estremo di un 36enne di Sant’Agata di Militello (Messina) è riconducibile alla perdita del proprio lavoro, e l’impossibilità di trovarne un altro lo aveva fatto cadere in una profonda depressione. Così ha deciso di farla finita.

24 dicembre 2010. Perde il posto di lavoro e si toglie la vita: è accaduto alla vigilia di Natale a Cagliari, dove un giovane di 27 anni, dopo 10 anni di impiego in una ditta di soccorso stradale, è stato licenziato.

15 dicembre 2010. Un metalmeccanico genovese di 37 anni si è ucciso gettandosi dal viadotto dell’autostrada A7 Milano-Genova nel tratto tra Genova Ovest e Bolzaneto, in località Rivarolo. L’uomo aveva perso il lavoro un anno fa, ed era caduto in depressione, anche perché padre di tre bambini.

12 novembre 2010. Canzo (Como), ha incrociato lo sguardo del funzionario, poi ha premuto il grilletto del suo fucile da caccia e si è tolto la vita. Un dramma al quale hanno assistito impotenti anche i carabinieri che avevano accompagnato l’incaricato del Tribunale. Augusto Bertarini aveva 55 anni. Sposato e padre di tre figli, uno dei quali minorenne, era un assicuratore di successo. Da qualche anno però il lavoro non andava bene come un tempo, forse a causa della crisi.

5 ottobre 2010. Perde il lavoro e si suicida. Uomo di 38 anni si getta dal finestrino di un treno a Ostuni (Brindisi).

28 luglio 2010. Perde il lavoro e s’impicca a 32 anni. Vittima il muratore Roberto Merotto.

20 giugno 2010. Pordenone, un lavoratore marocchino di 55 anni perde il lavoro e si suicida.

14 maggio 2010. Mariarca Terracciano, infermiera napoletana di 45 anni in forza all’ospedale San Paolo, è morta dopo tre giorni di coma. Si era tolta 150 millilitri al giorno per quattro giorni, per protesta contro il mancato pagamento degli stipendi nella Asl Napoli 1.

5 maggio 2010. Bologna: fra marzo e maggio, tre autisti dell’Atc, l’azienda dei trasporti pubblici bolognesi, si sono tolti la vita.

Samanta Di Persio

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