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Il Bossi bollito

Autore: . Data: venerdì, 20 maggio 2011Commenti (0)

Il capo celtico-padano ha perso la bussola. Adesso la Lega sembra avviarsi verso un lento processo di dissoluzione.

Il risultato elettorale della comunali di Milano non ha colpito solo Berlusconi, ha strattonato violentemente anche Bossi. Ed adesso, mentre del Cavaliere non si hanno notizie da giorni, il Senatùr ha preso la strada delle esternazioni a ruota libera.

Nel tentativo di mobilitare i suoi ormai riottosi elettori intorno alla candidata Letizia Moratti, il leader del Carroccio ha definito Giuliano Pisapia, il concorrente del centro sinistra a Palazzo Marino, malato di mente, aggiungendo che il suo partito si impegnerà per non lasciare “Milano a un matto che vuole riempirla di clandestini e moschee e vuole trasformala in una zingaropoli”.

Dopo il catastrofico (per lei) attacco televisivo di Moratti al candidato di opposizione, le filippiche di Berlusconi e gli strali di Santanchè e del quotidiano di famiglia ‘Il Giornale’ guidato dal pasdaran Sallusti, adesso anche Bossi ha scelto il terreno dell’insulto, in questo caso colorito da contenuti razzisti e xenofobi.

E poichè la strada dello scontro ideologico sembra non aver prodotto risultati positivi per il centro destra, c’è da supporre che il leader padano non disponga di argomenti più seri per chiamare i suoi seguaci alla riscossa.

Eppure solo mercoledì il Senatùr aveva definito inappropriati i toni radicali ed aggressivi scelti dal premier e dall’equipe di Moratti durante la prima fase della campagna elettorale.

Bossi è, come è noto, un personaggio singolare. Da giovane era abituato a spararle grosse, ma proprio grosse, e con gli anni i suoi discorsi pittoreschi, le trovate bislacche, le ricostruzioni storiche avventurose sono stati gli ingredienti principali del suo successo. Complici anche i creduloni padani che gli hanno dato retta.

Tra le tante bizzarrie, per chiamarle così, del personaggio ce n’è una raccontata in un esilarante articolo scritto da Mattia Feltri per ‘La Stampa’: “Venticinquenne, si iscrisse a una scuola privata, e quasi trentenne intascò il diploma scientifico. Non soddisfatto, Bossi provò a diventar dottore, e si cimentò nei corsi di Medicina. Nell’aprile del 1975, l’attempato studente potè infine calzare l’alloro: ‘Decidemmo di sposarci in agosto. In aprile Umberto diede a tutti la grande notizia: mi sono laureato, presto avrò un impiego come medico. Non facemmo nessuna festa, ma corsi a comprargli un regalo, la classica valigetta in pelle marrone’, ricordò intervistata da ‘Oggi’ la prima moglie, Gigliola Guidali. La qual Gigliola, tempo dopo, fiutò la balla. E Umberto, che tutte le mattine usciva di casa destinato allo stetoscopio, confessò: ‘E’ vero, ma è questione di sei mesi. Poi sarò dottore’. I mesi diventarono anni, e sette per la precisione. Trascorsi i quali, perduta la moglie causa divorzio, Bossi condusse la madre a Pavia per la trionfale discussione della tesi; la genitrice, però, attese in auto e le parve sufficiente”.

Naturalmente il capo della Lega non si è mai laureato in medicina e non per pchi esami, ma per ben undici. Anche se può vantare un diploma di perito tecnico elettronico preso per corrispondenza alla scuola ‘Radio Elettra’.

Negli Stati Uniti per valutare la credibilità di qualcuno esiste una domanda retorica: “Comprereste mai un’auto usata da quest’uomo?”. Ora, come fidarsi di chi ha detto per anni alla moglie ed alla madre di essere un medico senza esserlo?

La crisi della Lega al Nord è ancora un fenomeno embrionale. Ma le cose dette ieri da Bossi, oltre al nuovo insulto nei confronti di Pisapia, sono indicative.

Tremonti nuovo premier al posto del Cavaliere? “No, ma il problema è fare un progetto per il cambiamento, fare le riforme” ha detto il Senatùr. Senza ricordare che il centro destra è al governo da anni e che i programmi si definiscono prima dell’inizio di una legislatura e non in corso d’opera.

Sulla questione del federalismo fiscale, creatura del tutto informe e comunque prossimo problema grave stando al giudizio di non pochi esperti, Bossi ha detto che “darà effetti solo tra qualche anno”, confermando comunque lo stato ancora larvale della riforma.

E su Maroni, altro ipotetico presidente del Consiglio? “Maroni è intelligente, capisce le cose, non sta pensando al dopo Berlusconi. Non accetterebbe mai di fare il premier”, ha risposto il leader del Carroccio.

Non è necessario essere degli esperti commentatori politici per comprendere che il capo della Lega ha compreso di essere stretto in un angolo. Non può rompere col Pdl e neppure continuare a sostenere Berlusconi a tutti i costi.

Se l’opposizione chiuderà al celtico-padani ogni via di dialogo per il partito nordista non resta che l’isolamento e la crisi definitiva. Perchè i suoi elettori stanno lentamente scoprendo che il razzismo, la bufala del federalismo, la demagogia centrata sulla paura e sulla richiesta di ordine non producono lavoro, sviluppo e benessere.

E che Berlusconi oltre alle leggi ad personam non è in grado di proporre alcunchè.

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