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Giornalismo all’estero

Autore: . Data: giovedì, 12 maggio 2011Commenti (0)

In Germania una giuria toglie il premio ad un reporter perchè in un articolo aveva riferito fatti non osservati in prima persona. Fantascienza per l’Italia.

Renè Pfister, un giornalista del prestigioso settimanale ‘Der Spiegel’, è stato privato dopo solo tre giorni dell’importante Henri Nannen Preis. Nel suo pezzo il cronista aveva realizzato un ritratto del governatore della Baviera, Horst Seehofer.

Il reportage, dal titolo ’Ai comandi’, ritraeva il potente politico bavarese mentre manovrava la sua ferrovia in miniatura. Dopo la pubblicazione si è scoperto che Pfister non aveva mai visto Seehofer giocare col suo trenino elettrico, ma aveva utilizzato per scrivere il racconto di altri.

La giuria ha motivato la ‘squalifica’ affermando che non aver lavorato su una conoscenza diretta minava la “credibilità” del giornalista perchè un reportage deve distinguere “se le descrizioni sono frutto delle osservazioni dirette dell’autore oppure se si basano su un’altra fonte, che a quel punto deve essere indicata”.

Il redattore di ‘Spiegel’ così è diventato il primo giornalista tedesco al quale sia mai stato ritirato il premio intitolato alla memoria di Henri Nannen, il fondatore del settimanale ‘Stern’, oggi della casa editrice Gruner+Jahr del gruppo Bertelsmann.

La giuria ha commentato di non dubitare della “correttezza” dei fatti illustrati dal giornalista, ma ha spiegato che per meritarsi un riconoscimento un reportage deve soddisfare “particolari requisiti”. E in questo caso, secondo la “maggioranza della giuria”, quei requisiti “non erano stati soddisfatti”.

I lettori italiani sono informati.

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