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Elezioni: come sono andate davvero le cose

Autore: . Data: giovedì, 19 maggio 2011Commenti (0)

Prima di tutto non è vero che domenica e lunedì scorsi il centro sinistra abbia avuto un successo, anzi ha perso oltre 100mila voti nei 13 principali comuni nei quali si è votato. Ed il centro destra, da parte sua, ha subito una sconfitta durissima al Nord.

Secondo la ricerca svolta dall’Istituto Cattaneo di Bologna, inoltre, “il centro-destra tiene al Sud e il centro-sinistra avanza al Nord”. Questo primo fatto modifica in modo radicale le tendenze fino ad ora stabili sull’andamento del voto, mostrando una brusca frenata della crescita esponenziale della Lega e guai seri per l’egemonia ‘padana’ dell’asse Bossi-Berlusconi.

Il confronto dei dati ha riguardato i risultati delle comunali “per molti versi quello più corretto in quanto le elezioni messe in relazione sono dello stesso tipo; tuttavia, nella maggior parte dei casi le precedenti elezioni comunali si sono svolte nel 2006, prima della nascita degli attuali Pd e Pdl”, uno dei motivi per cui “va usata molta cautela nell’interpretazione degli esiti”.

Nelle 13 maggiori città nelle quali si è votato, ossia i capoluoghi regionali e i Comuni con almeno 100 mila abitanti (Torino, Novara, Milano, Trieste, Bologna, Ravenna, Rimini, Latina, Napoli, Salerno, Catanzaro, Reggio Calabria e Cagliari) “il centro-sinistra (senza Udeur) era prevalso sul centro-destra (senza Udc) per 275 mila voti, il vantaggio complessivo del centro-sinistra nel 2011 è sceso a 156 mila voti. Ma si rileva una dinamica territorialmente articolata: nelle città del Nord il vantaggio del centro-sinistra è aumentato, addirittura raddoppiando (da 76 mila a 144 mila). In Emilia-Romagna è diminuito (da 95 mila a 85 mila); nel Centro-sud la situazione si è ribaltata, passando da un consistente vantaggio del centro-sinistra (104 mila voti) a uno del centro-destra (72 mila voti)”.

Molto consistente è stato il successo delle altre liste di centro-destra, ossia di quelle legate al nome del sindaco, e di quelle a carattere locale, che nel complesso hanno guadagnato 62 mila voti, ovvero un più 32,4 per cento rispetto alle precedenti comunali.

Si tratta – fa notare l’Istituto Cattaneo – di un fenomeno molto differenziato dal punto di vista territoriale, con un forte arretramento delle altre liste di centro-destra al Nord, con meno 23 mila ed una flessione del 34 per cento ed al contrario, un forte sviluppo al Sud, con un più 109 mila, cioè il 110 per cento.

La Lega “guadagna voti in tutte le città del Nord e dell’Emilia-Romagna: il grosso, in valore assoluto, nelle 4 città del Nord (+56 mila, di cui 35 mila solo a Milano); ma più in Emilia-Romagna in termini relativi (+260 , contro il +127 al Nord). Rispetto alle precedenti regionali, tuttavia, la Lega Nord perde 25 mila voti (-16,0 per cento), concentrati a Milano e Torino (-20,7 al Nord), ma avanza a Bologna, grazie alla presenza di un proprio candidato a sindaco”.

Il centro-sinistra nel suo complesso “ha raccolto 1 milione 42 mila voti nel 2011 contro 1 milione 217 mila nelle precedenti elezioni municipali (senza considerare i voti all’Udeur nelle precedenti consultazioni amministrative), con una perdita di 175 mila voti, il meno 14,4 per cento”.

La flessione è stata minore al Nord, con meno 15 mila voti, ovvero il 2,6 per cento, e più consistente in Emilia-Romagna, con 24 mila voti corrispondenti al 12 per cento. Al centro sud Bersani&Co. hanno lasciato sul campo 135 mila voti, il ben meno 30,9 per cento. L’emorragia prevalente è avvenuta a Napoli.

Rispetto alle regionali però, secondo il Cattaneo, “il centro-sinistra si è rafforzato, raccogliendo 66 mila voti in più,. il 6,8 per cento. Anche nel confronto con le regionali si hanno esiti territorialmente caratterizzati: avanzamento marcato al Nord, dove la crescita è del 16,6 per cento, tenue in Emilia-Romagna, con il 6,1 e calo al Centro-sud dove la perdita è del 6,7″.

Per quanto riguarda i singoli partiti, la ricerca rileva che l’Udc “ha perso 28,5 mila voti (-25,4 per cento) rispetto alle precedenti elezioni comunali, con insuccessi particolarmente marcati al Nord (-37,0) e in Emilia-Romagna (-64,6) e un avanzamento al Centro-sud (+10,2). Rispetto alle regionali il partito di Casini tiene (-1,4 per cento): un rafforzamento al Centro-sud (+16,7) viene compensato da arretramenti al Nord (-20,6) e in Emilia-Romagna (-17,5)”.

Il Partito democratico ha perso 111 mila voti (-16,2 per cento) rispetto ai consensi raccolti dai suoi predecessori (Ds, Margherita o Ulivo) nella precedente tornata comunale. “Anche in questo caso – ha aggiunto l’Istituto Cattaneo – esiste una chiara differenziazione territoriale, che spazia da un avanzamento al Nord (+11 mila voti, +3,5 per cento, dovuto interamente alla buona prestazione a Milano), a un arretramento netto in Emilia-Romagna (-25 mila voti, -16,9) e a uno ancora più marcato al Centro-sud (-97 mila, -46,8 per cento, concentrati a Napoli. Rispetto alle elezioni regionali, tuttavia, c’è stato un miglioramento: +39 mila voti, +7,3 per cento, dovuto al buon andamento del voto al Nord (+77,5 mila voti, 29,9), attutito da una tenuta in Emilia-Romagna (-1,0) e da un calo al Centro-sud (-26,0).

L’Italia dei valori, poi, “realizza un buon risultato rispetto alle precedenti elezioni comunali (+36,5 mila voti, +67,3%), quando il partito però non aveva ancora conosciuto i suoi maggiori successi elettorali (a partire dalle politiche del 2008). Non sfonda, tuttavia, in Emilia-Romagna, dove anzi perde voti. Rispetto alle precedenti regionali, il partito di Di Pietro perde 62 mila voti (-40,7 per cento), ovunque ma specie al Nord e in Emilia-Romagna”.

Per la sinistra detta ‘radicale’, Sel e Fds, “in pratica non c’è stata alcuna variazione nell’insieme delle 13 città prese in esame, e anzi si assiste a un avanzamento in Emilia-Romagna (+11,5 mila voti, +60,6 per cento). Inoltre, rispetto al risultato particolarmente deludente della sinistra radicale nelle precedenti elezioni regionali, si osserva una ripresa notevole (+48 mila voti, +40,5%), specie al Nord e in Emilia-Romagna”. Questo dato, comunque, non tiene conto della divisione profonda tra Vendola, Diliberto e Ferrero, che non permette affatto di accorpare le due formazioni.

L’Istituto Cattaneo sottolinea infine “il risultato del Movimento 5 stelle-Beppe Grillo, che ha raccolto i consensi di oltre 93 mila elettori in undici delle tredici città, battendo sempre – e in misura netta – l’Udc in tutte le città del Nord e dell’Emilia-Romagna e aumentando i suoi consensi rispetto alle regionali del 2010 (+26 mila voti, +39,0 per cento)”.

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