E’ il giorno del terremoto a Roma. Annunciato da trent’anni
La leggenda metropolitana ha rincorso se stessa sui social network e nei bar, settimana dopo settimana dopo aver riesumato la diceria di un autodidatta morto nel 1979, Raffaele Bendandi, che avrebbe predetto la data dell’11 maggio 2011 per un “terribile sisma che distruggerà Roma”.
Da qui è partita una vera e propria psicosi, con l’immancabile Facebook che ha ‘lavorato’ come cassa di risonanza. Gruppi pro e contro l’evento sismico sono sorti come funghi e secondo una radio romana, Radio 105, il 20% dei romani domani avrebbe preso ferie.
Documenti a riprova della ‘profezia’ è impossibile trovarne e il fatto non stupisce. sembra non se ne trovino eppure il tam tam in città è vorticoso, al punto da aver indotto ieri la Protezione civile ad intervenire ufficialmente. “Prevedere i terremoti è impossibile – ha spiegato ieri Mauro Dolce, responsabile dell’Ufficio Rischio Sismico e Vulcanico della Protezione Civile, ai microfoni della trasmissione di Rai Radio 1 ‘Start – La notizia non può attendere’ -. Ogni anno abbiamo in Italia oltre 10 mila terremoti registrati dai sismografi, quindi è probabile che domani si verificherà qualche piccola scossa nel nostro Paese. Ma questo non significherebbe nulla”.
La Protezione civile ha inoltre messo a disposizione del pubblico un dossier col quale chiarisce l’opinione della scienza nei confronti degli ‘annunci’ dei terremoti: “Da giorni – ha sostenuto Dolce – i nostri centralini e le nostre caselle di posta elettronica sono intasate da richieste di chiarimenti sulla data di domani. Roma non si trova al centro di una zona sismica. La sismicità locale è circoscritta all’area dei Colli Albani. Quindi – ha concluso – non assicuro nulla, ma è estremamente improbabile che domani ci sarà il terremoto di cui si parla. E comunque la probabilità che domani si verifichi il terremoto a Roma è uguale a quella di domani, dopodomani, tra un anno e tra cento anni”.


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