Thyssenkrupp, un appello dagli operai: ‘Pretendiamo lavoro sicuro’
“Una sentenza giusta che ha sancito il diritto costituzionale al lavoro sicuro e dignitoso”. Così gli operai della multinazionale dell’acciaio (quelli che si sono costituiti parte civile al processo) in seguito alla sentenza di primo grado emessa dalla Corte d’Assise di Torino per i sei imputati.
Dall’aula di tribunale sarebbe giunto un “primo passo verso il ristabilimento della giustizia per i nostri sette compagni di lavoro uccisi in nome del profitto, anche tenendo conto della condotta (‘incredibile capacità di delinquere degli imputati’, secondo la definizione del pm Guariniello, ndr) degli imputati prima e durante il processo”.
Aver ristabilito il primato della Costituzione, secondo i lavoratori, rappresenta “un risultato importante – si legge in un loro comunicato – del cui successo, oltre alla Procura della Repubblica e ai suoi capaci consulenti per il veloce e impeccabile lavoro svolto, crediamo di aver contribuito in maniera determinante anche noi operai costituiti parte civile nel processo e soprattutto i familiari dei nostri 7 compagni di lavoro, con la presenza costante e determinata in aula durante tutte le udienze del processo. La nostra costituzione come parte lesa nel procedimento restituisce voce a tutti i lavoratori, sempre più spesso umiliati e oltraggiati nei luoghi di lavoro in nome del profitto, restituendo loro una voce e una dignità che si tenta di cancellare ogni giorno”.
Una questione importante però rimane ancora insoluta “e non certo per volontà nostra: tra i lavoratori costituiti parte civile nel processo 12 sono ancora in attesa di un lavoro sicuro e dignitoso, come stabilito da un accordo siglato da azienda ed enti locali (tutti costituiti nel processo al fianco degli operai) dopo la chiusura dello stabilimento che prevede la ricollocazione per tutti i lavoratori”.
Perciò i lavoratori chiederanno che i risarcimenti ottenuti dagli enti locali (circa 2,4 milioni di euro) vengano destinati per l’applicazione di misure concrete d’urgenza per la ricollocazione e la creazione di nuovi posti di lavoro per tutti i lavoratori che come noi hanno subito ingiustizie, licenziamenti, a cui hanno calpestato un diritto fondamentale: quello di avere un lavoro dignitoso e in sicurezza”.
Gli enti locali, come le imprese, hanno proseguito i lavoratori, “hanno i mezzi e le risorse necessarie per: intensificare i controlli ispettivi all’interno di tutti i luoghi di lavoro; creare nuovi posti di lavoro per gli operai ThyssenKrupp discriminati e per tutti quei lavoratori che hanno dovuto subire gravi infortuni sul lavoro o la chiusura di aziende dovute ad incidenti gravi. E’ solo una questione di volontà politica. Vogliamo un lavoro sicuro e dignitoso per tutti, come previsto dalla nostra Costituzione – hanno concluso i lavoratori – nata dalla Resistenza e dalle lotte operaie di cui Torino è stata una delle principali protagoniste: portiamo avanti con orgoglio e determinazione quei valori, il miglior modo per difendere la Costituzione è applicarla. Lo pretendiamo in onore e memoria di Antonio, Angelo, Bruno, Roberto, Rocco, Saro e Giuseppe”.


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