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‘Slow food’, un ‘manifesto’ per l’olio extravergine

Autore: . Data: mercoledì, 6 aprile 2011Commenti (0)

Dal 4 maggio nelle librerie la Guida agli Extravergini, che verrà presentata sabato 9 aprile alle 10.30 in occasione della manifestazione ‘Vinitaly’, al Palaexpo di Verona. In quell’occasione, Slow Food (che ha editato la guida) presenterà il ‘manifesto’ con cui si impegna nella tutela della biodiversità in campo olivicolo. All’incontro sono infatti invitati gli olivicoltori italiani, chiamati a sottoscrivere il documento e a impegnarsi nella produzione di un olio extravergine proveniente da una filiera interamente tracciabile e che “sia buono, pulito e giusto”.

Sono stati assaggiati e valutati circa duemilacinquecento oli per poi descriverne 1106 in guida, per un totale di 762 aziende selezionate.

“Il territorio nazionale è invaso da un pacifico esercito di 180 milioni di olivi  – ha commentato Diego Soracco, curatore del testo – un patrimonio che va oltre la produzione di olio, cui va assegnata e riconosciuta un’altra funzione: la forte valenza paesaggistica che connota un territorio, un bene collettivo, ma anche un’attrattiva turistica, un museo all’aperto di emozionante bellezza composto da maestose sculture viventi che assumono forme contorte, capricciose, tormentate, seguendo la regia di una natura fantasiosa”.

La ricchezza della nostra olivicoltura è anche e soprattutto biodiversità, “un immenso patrimonio genetico – ha osservato ancora Soracco – che moltiplicato per l’infinità di microclimi e per le diverse qualità dei terreni rende i nostri oli di origine e quindi strettamente legati al territorio, protagonisti unici nella loro diversificazione organolettica – ognuno con la sua storia, il suo carattere, la sua personalità”.

L’edizione 2011, come quella dell’anno precedente, assegna la ‘ghirlanda d’olivo’ per premiare le aziende più affidabili, fedeli al territorio e costanti nel raggiungere gli standard qualitativi. Articolata per regioni, ogni sezione della guida è introdotta da prefazioni in cui si descrivono l’andamento climatico dell’annata, le ‘cultivar autoctone’ più importanti, le caratteristiche organolettiche degli extravergini, la storia dell’olivicoltura in ciascun territorio. Completano e arricchiscono il volume i dati statistici sulla produzione e le indicazioni degli esperti sono arricchite dalle schede di ogni azienda.

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