Carovana Antimafie, denuncia e azioni arrivano in Europa
Continua il viaggio di denuncia sociale della Carovana Antimafie, cominciato a marzo. Si protrarrà fino a maggio e l’ultima tappa in Italia si è conclusa ieri in Lombardia, attraverso incontri, dibattiti, cene della legalità , assemblee di studenti, proiezioni di film, concerti, visite nelle carceri. Nel segno della lotta alla criminalità organizzata e della cultura della legalità .
Quest’anno Carovana Antimafie, patrocinata dall’Unione europea, attraverserà anche Francia, Svizzera, Malta, Albania, Bosnia, Bulgaria e Serbia. Al centro del suo viaggio porrà le questioni del diritto al lavoro regolare e corretto, della memoria delle vittime di mafia come patrimonio di tutti, del riutilizzo sociale dei beni confiscati.
Tutto iniziò nel lontano 1994, per iniziativa dell’Arci Sicilia: “Amiamo viaggiare, vedere, scoprire, per questo abbiamo iniziato un viaggio appassionante e pericoloso, difficile ma entusiasmante, un viaggio verso ipotesi nuove di esistenza, un viaggio che possa dare alle idee, alle parole, ai gesti, libertà ”. Uno slogan, quest’ultimo lanciato due anni dopo le stragi Borsellino e Falcone. Così iniziò un ambizioso itinerario politico-sociale con l’obiettivo di contrastare mafie, poteri criminali e le attività illegali, per la diffusione di un’idea di giustizia sociale e di libertà dalle sopraffazioni.
Carovana Antimafie ha poi “mobilitato la politica del fare”, come spiegano gli organizzatori nel loro ‘manifesto’: “Il riutilizzo a fine sociale dei beni confiscati e la vendita dei prodotti delle cooperative che gestiscono molti di questi beni, l’educazione alla legalità democratica, il sostegno alle vittime di usura, estorsione, pizzo, la lotta alla corruzione, la certificazione di legalità per le imprese, la trasparenza nella gestione della cosa pubblica, la partecipazione attiva dei cittadini, la difesa dello stato di diritto, l’applicazione piena e totale della Costituzione Italiana e della Carta Universale dei Diritti”.
La Carovana internazionale si è intrecciata dunque a quella italiana, con obiettivi di più larghe vedute rispetto alle origini: “Vogliamo far conoscere, a livello europeo, le esperienze italiane in campo di lotta alla mafia e alla criminalità organizzata. Già nel 2005 Carovana aveva compiuto un giro in Europa con tappe in Albania, Bosnia, Serbia, Svizzera, Francia, collaborando con soggetti della società civile impegnati nell’educazione alla legalità , i quali tornano ad essere quasi tutti partner della nuova edizione 2011, dando così un contributo alla costruzione di una rete europea, comunitaria e non, per scambiare esperienze e prassi, metodi di lavoro e di intervento”.


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