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Carceri, ‘sarà una Pasqua di passione’

Autore: . Data: mercoledì, 20 aprile 2011Commenti (0)

Tra qualche settimana, denuncia la Uil, le direzioni degli istituti penitenziari non saranno più in grado di far fronte al pagamento delle spese fisse (acqua, luce, gas, telefono), non potranno più garantire l’acquisto di carburante per i mezzi di trasporto (servizio traduzioni) e dovranno fare miracoli per garantire il vitto giornaliero (colazione, pranzo e cena) con una quota pro capite di circa 3,40 € per ciascun detenuto.

“Per chi lavora ed opera nelle frontiere penitenziarie italiane è ben evidente che la prossima  Pasqua sarà sempre più sinonimo di passione e dolore e non già di gioia e resurrezione. A confermare questa tesi ci soccorrono i numeri, nella loro spietata esattezza”. Non lascia spazio a dubbi Eugenio Sarno, segretario generale della Uil Pubblica amministrazione settore Penitenziari, che ha fatto il punto sulla situazione carceraria nel nostro Paese.

“Ancora una volta – sostiene in una nota – la polizia penitenziaria ha rischiato di pagare un salatissimo dazio alla macchina del fango. La morte suicida del giovane Marco Saturno, nel carcere di Bari, ha fatto riemergere, e non solo nella stampa, quei pregiudizi, evidentemente mai sopiti, nei confronti dei poliziotti penitenziari considerati spietati aguzzini  invece che ultimi baluardi a difesa della dignità e della vita umana nelle degradate galere italiane”.

Passando ai dati, quelli forniti da Sarno sono inquietanti: il numero di detenuti ristretti continua ad essere incompatibile con la ricettività possibile della strutture penitenziarie (67.800 detenuti a fronte di circa 43mila posti disponibili). “Nonostante la dichiarazione di emergenza del sistema penitenziario decretata dal Governo Berlusconi per due anni di seguito – denuncia Sarno – i fondi stanziati si riducono considerevolmente”.

Tra qualche settimana, come anticipato all’inizio, “le direzioni degli istituti penitenziari – sostiene Sarno – non saranno più in grado di far fronte al pagamento delle spese fisse (acqua, luce, gas, telefono), non potranno più garantire l’acquisto di carburante per i mezzi di trasporto (servizio traduzioni) e dovranno fare miracoli per garantire il vitto giornaliero (colazione, pranzo e cena) con una quota pro capite di circa 3,40 € per ciascun detenuto”. Il personale di polizia penitenziaria, “già sovraccaricato di turni e carichi di lavoro insostenibili, dovrà continuare a lavorare e garantire sicurezza senza percepire le spettanze economiche derivanti dall’espletamento di  servizi straordinari e dai servizi di missione”.

Per la Uil Pa Penitenziari il quadro, allarmante e grave, delle criticità che avvolgono l’universo penitenziario meriterebbe un impegno ben diverso: “Prima che sia troppo tardi vogliamo auspicare che il ministro Alfano e l’intero Governo recuperino attenzione verso quanto accade nei nostri istituti di pena e per chi vi ci lavora”. La questione penitenziaria “non è solo una grave questione sociale, bensì essa è anche una questione sanitaria, umanitaria e di ordine pubblico”.

Dopo il tour de force messo in campo su alcune (assai discutibili) questioni di giustizia, il segretario della Uil Penitenziari osserva che “occorre accelerare sulle assunzioni ma, soprattutto, definire una vera politica penitenziaria: misure e pene alternative alla detenzione e circuiti penitenziari omogenei e definiti sono le soluzioni immediate e imprescindibili alle attuali emergenze”.

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