A Lampedusa, tra farsa e tragedie
Cominciamo dalla farsa: la famosa villa delle Due Palme, quella di cui il premier Berlusconi annunciò in pompa magna l’acquisto mercoledì scorso durante il comizio dalla piazza del municipio di Lampedusa, quella che avrebbe dovuto attribuirgli lo ‘status’ di lampedusano d’adozione, non è mai stata comprata nè lo sarà .
Lo ha confermato ieri lo stesso Cavaliere, sostenendo che la bella casa sul mare a cala Francese sarebbe una costruzione abusiva: “Ho saputo, dopo alcune verifiche, che la villa che volevo acquistare a Lampedusa è su terreno demaniale, quindi appartiene a tutti noi: ne cercherò un’altra”. Peccato che il proprietario Pietro De Stefani, membro della famiglia di nobili palermitani proprietaria dell’immobile, abbia negato con decisione: “Berlusconi dice che sorge su terreno demaniale? Assolutamente no”, ha sostenuto seccamente.
A far trapelare la ‘bufala’ era stato il giorno prima, intervenendo in trasmissione a ‘Ballarò’, l’ex direttore del ‘Corriere della sera’ Paolo Mieli: “Conosco il proprietario di quella villa che è una delle più belle di Lampedusa – affermò Mieli – e so per certo che non è stata acquistata da Berlusconi, è una bugia”. Subito dopo gli fece eco Walter Veltroni, aggiungendo che “se non è vero quello che ha detto il presidente del Consiglio di fronte a tante persone che soffrono, dovrebbe fare quello che si fa in un Paese civile, ossia un passo indietro”.
L’indomani era arrivata la replica piccata di Niccolò Ghedini, parlamentare e avvocato di Berlusconi, prima che l’interessato arrivasse a smentire il suo stesso legale: “La dichiarazione del dottor Paolo Mieli che l’acquisto da parte del Presidente Berlusconi di una casa a Lampedusa si tratterebbe di una ‘bugia’, è destituita di ogni fondamento e palesemente erronea. Già la settimana scorsa – aveva sostenuto Ghedini – si è raggiunto un accordo con la proprietà , che afferma di non aver mai parlato con il dottor Mieli, per l’acquisto fissando definitivamente il prezzo. Ovviamente l’acquisto è stato subordinato ai consueti accertamenti burocratici che obbligatoriamente debbono svolgersi prima dell’acquisto di qualsiasi immobile. Tra i legali delle parti e il notaio già incaricato per il rogito, sono intercorsi in questi giorni continui contatti con numerosi scambi di mail e documenti, facilmente riscontrabili, che comprovano la totale inconsistenza della grave accusa del dottor Mieli, guarda caso subito fatta propria dall’on. Veltroni”. La sicumera dell’avvocato trovava riscontri nella sua conclusione: “E’ ovvio quindi che il passaggio di proprietà si perfezionerà all’esito, certamente breve, delle verifiche di legge ma la volontà delle parti è assolutamente chiara ed univoca”.
Poi ci sono le tragedie. In primo luogo quella dei profughi naufragati nel Canale di Sicilia pochi giorni fa: le speranze di recuperare altri dispersi, tra i circa 250 che mancano all’appello, sono ridotte al lumicino.
Ieri anche la conferenza episcopale italiana (Cei) ha lanciato l’allarme sul clima che si respira nel Paese dopo lo smistamento di migliaia di migranti nelle tendopoli sparse per l’Italia: “Di fronte al problema dell’accoglienza e dell’ospitalità dei migranti giunti in queste settimane dal nord Africa, il Paese rischia di dividersi. Ciò che emerge è un eccesso di paura verso lo straniero bisognoso e il diverso, oltre all’incapacità di comprendere quanto sta avvenendo”.
Lo ha dichiarato il segretario generale della Cei, monsignor Mariano Crociata, intervenendo alla Commissione Presbiterale Italiana, di cui è Presidente. “La prospettiva dell’ospitalità – ha aggiunto monsignor Crociata – rischia di dividere l’Italia, pochi giorni dopo che abbiamo celebrato i 150 anni della sua unità . Tale resistenza – ha aggiunto – chiede una riflessione attenta su quale tipo di società ci avviamo ad essere; essa manifesta infatti paura di fronte allo straniero che, essendo bisognoso, con le sue richieste mette in questione il nostro benessere economico (sia pure messo anch’esso in crisi); manifesta quindi anche chiusura al nuovo e al diverso; soprattutto denota incapacità a capire ciò che sta succedendo e a disporsi ad affrontarlo”.
Ieri si è appreso inoltre che la Francia ha informato l’Italia che l’arrivo di ‘clandestini’ dal nostro Paese sarà tutt’altro che gradito, e gli interessati verranno prontamente rispediti nel Belpaese. E durante il dibattito alla Camera di ieri, al termine delle comunicazioni del ministro dell’Interno Maroni in merito al dramma del barcone affondato in acque maltesi, il deputato dell’Idv Pierfelice Zazzera ha esposto un cartello in cui il ministro veniva definito un “assassino”. Immediato l’intervento di Gianfranco Fini e la dissociazione del Pd e le scuse dello stesso Antonio di Pietro. Il presidente della Camera Gianfranco Fini ha convocato l’ufficio di presidenza che ha deciso la sospensione per due sedute di Zazzera.


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