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Welfare, le forbici sui diritti

Autore: . Data: mercoledì, 23 marzo 2011Commenti (0)

Ieri mattina a Roma, presso la sede della Federazione nazionale della stampa, è stato presentato il ‘Manifesto per un welfare del XXI secolo’, su iniziativa della ‘Rivista delle politiche sociali’. Il testo prende spunto dai tagli effettuati nel sociale negli ultimi tre anni, per “ripensare l’intervento pubblico sul welfare”.

L’intento dei promotori è quello di dar vita a un largo movimento di opinione che si opponga “al sostanziale azzeramento dell’intervento pubblico nel welfare e che ne ripensi le strategie d’intervento secondo un criterio di salvaguardia e di valorizzazione dell’azione pubblica”.

I numeri a supporto dell’analisi contenuta nel ‘Manifesto’ lasciano poco spazio all’ottimismo: il bilancio complessivo dei fondi statali a carattere sociale presenta stanziamenti in ribasso (-63,4% rispetto al 2010), poco sopra la soglia dei 500 milioni di euro complessivi. Per le stesse voci, hanno spiegato i promotori dell’iniziativa, nel 2010 si sfiorava la cifra del miliardo e mezzo (1.472 milioni) e appena tre anni fa, nel 2008, la dotazione dei fondi a carattere sociale superava i due miliardi e mezzo (2.526,7 milioni).

Non solo. Le previsioni per il 2012 e il 2013, tra l’altro, prefigurano ulteriori tagli, con il totale dei fondi sociali che sarà ridotto, nelle previsioni, di un’altra metà, fino a toccare appena quota 271 milioni. Nello specifico, si parla di 340 milioni di euro per il 2012 (-36,8 per cento rispetto a quest’anno) e 217,1 milioni per il 2013 (altro -20,3 per cento rispetto al 2012).

Il taglio più significativo è quello del Fondo politiche sociali, che dai 929,3 milioni del 2008 è sceso ai 435,3 milioni del 2010 e che per il 2011 si assesterebbe sui 274 milioni. Ma decurtazioni si registrano anche per il Fondo politiche della famiglia, che aveva 185,3 milioni nel 2010 (erano stati 346,5 due anni prima), nel 2011 sono 51,5 milioni (-71,3 per cento). Va male anche per Fondo politiche giovanili: nel 2010 era stato finanziato con 94 milioni, nel 2011 è stato prima ridotto a 33 milioni e poi, con il maxiemendamento del governo, ulteriormente abbattuto fino a 12,8 milioni. Il confronto con l’anno passato parla di un –85 per cento.

Recupera invece, anche se leggermente, il Fondo pari opportunità: da 2,2 milioni è salito a 17,2 milioni per il 2011 (ma nel 2009 erano 30 milioni e nel 2008 ce n’erano 64,4). Ridimensionamento poi per il Fondo per il sostegno alle abitazioni in locazione: i 143,8 milioni nel 2010, 32,9 (-76 per cento). Drastico calo anche per i fondi per il servizio civile: erano 300 milioni nel 2008, sono stati 170,3 milioni nel 2010, ne rimangono 113 (-33,6 per cento in un anno) nel 2011. Infine il Fondo per la non autosufficienza va verso un totale azzeramento. Già nel 2010, tra l’altro, erano stati azzerati il Fondo per l’inclusione sociale degli immigrati e il fondo destinato al Piano straordinario per i servizi sulla prima infanzia.

L’unico Fondo a non aver subito tagli è quello destinato all’adolescenza, stabile a 40 milioni: cifra che però, hanno precisato gli autori del ‘Manifesto’, riguarda solamente le 15 città beneficiarie di una quota riservata.

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