cronaca

I fatti senza distorsioni, opinioni o interpretazioni. Spesso la realtà è differente da come viene raccontata dai media.

esteri

Il mondo è un illustre sconosciuto e il Sud del pianeta è quasi del tutto ignorato. E molte cose sono diverse da come appaiono.

politica

In Italia ormai il Palazzo e la società civile sono pianeti separati. Si deve cercare di restituire ai cittadini trasparenza.

tu inviato

Gli articoli scritti dai cittadini e pubblicati dal nostro giornale. La libera informazione è libertà di espressione.

vivere

Diritti civili, convivenza pacifica, cultura, arte, spettacolo, salute, ambiente, sport, tecnologie, cucina: sono il cuore del millennio.

Home » cronaca
Regola la dimensione del carattere: A A

Sgombero romanì di Tivoli: “Violate le convenzioni sui diritti umani”

Autore: . Data: venerdì, 18 marzo 2011Commenti (0)

Continuano in Italia le violazioni di convenzioni internazionali per i diritti umani a discapito, tanto per cambiare, di cittadini di etnia romanì. Stavolta è toccato ai circa 200 abitanti dell’”insediamento informale” Stacchini di Tivoli, in provincia di Roma: un campo esistente da circa 17 anni all’interno di un’ex polveriera, una zona ritenuta tossica a causa della presenza elevata di polveri metalliche e polveri di amianto.

Secondo una ricerca effettuato dall’Associazione 21 luglio, nel campo vivevano 200 cittadini rumeni, in prevalenza di etnia rom, di cui 63 minori (16 di età compresa tra 1 e 4 anni). Le condizioni di vita erano miserevoli, tanto che erano stati riscontrati casi di tubercolosi e di gravi patologie psicofisiche. Per non parlare della mancanza di corrente elettrica e acqua potabile che rendevano tutto ancora più complicato.

Si trattava, con ogni evidenza, di una situazione del tutto insostenibile che, tuttavia, richiedeva una consultazione con gli abitanti del campo per la sua risoluzione. Il 3 dicembre 2010 scorso l’Associazione 21 luglio, insieme ad altre quattro associazioni, aveva invitato, con una lettera, le autorità locali “a sospendere ogni eventuale iniziativa di sgombero e a indire un tavolo tecnico con gli enti locali, i rom residenti e le associazioni al fine di individuare percorsi alternativi volti ad offrire soluzioni abitative e progetti di inclusione sociale alle famiglie rom”.

Malgrado l’appello, tuttavia, quattro giorni fa, alle 8 del mattino, sono iniziate le operazioni di sgombero all’interno dell’insediamento.

“Erano presenti dodici autovetture della polizia di Stato – raccontano i testimoni dell’Associazione 21 luglio – tre autovetture della polizia municipale e tre ruspe. Il campo è stato presidiato ed è stato vietato l’accesso ai non residenti per l’intera giornata. Le operazioni sono proseguite il giorno successivo con l’abbattimento di numerose baracche”.

In particolare l’associazione per la tutela dei diritti dei minori ha rilevato, attraverso interviste agli abitanti del campo e a personale delle forze dell’ordine, che “non vi è stata nessuna comunicazione ufficiale scritta alle famiglie rom circa lo sgombero imminente, cosicché queste sono state colte di sorpresa. Le forze di polizia non hanno prodotto alcun tipo di documentazione inerente allo sgombero, né all’inizio né durante le operazioni. Nel corso dello sgombero non è stata rilevata la presenza di assistenti sociali o di personale di organizzazioni umanitarie. Inoltre secondo una testimonianza raccolta, in un caso gli agenti delle forze di polizia si sono resi autori di un abuso ai danni di una famiglia con la distruzione delle tessere sanitarie Eni rilasciate dalla Asl locale. Le abitazioni e i beni personali di alcuni abitanti non presenti al momento dello sgombero sono stati arbitrariamente distrutti. Le persone interessate dallo sgombero non hanno ricevuto alcuna proposta per una sistemazione alternativa. Gli agenti di polizia, a quanti chiedevano un aiuto materiale, hanno suggerito l’accesso agli sportelli della Caritas diocesana. Tra le persone sgomberate è stata registrata la presenza di soggetti con gravi patologie psicofisiche. Alcuni bambini rom sono stati costretti a interrompere la frequenza scolastica”.

Alla luce di quanto avvenuto, l’Associazione 21 luglio ritiene che lo sgombero del campo Stacchini sia stato illegale, perché ha violato quanto sancito dal Comitato sui Diritti Economici, Sociali e Culturali delle Nazioni Unite (Cesr), che chiarisce come gli sgomberi forzati rappresentino una violazione del diritto a un alloggio adeguato.

Affinché uno sgombero possa essere ritenuto legale, secondo il Cesr, occorre infatti che vengano rispettate  alcune garanzie di base: L’opportunità di una reale consultazione con gli interessati. Un adeguato e ragionevole preavviso per tutte le persone interessate prima della data prevista per lo sgombero. Le informazioni sugli sgomberi previsti e, ove possibile, sull’utilizzo successivo del terreno o delle abitazioni, dovrebbero essere rese disponibili in tempi ragionevoli a tutti coloro interessati dai provvedimenti.

In particolare, quando sono coinvolti gruppi di persone, durante lo sgombero dovrebbero essere presenti funzionari governativi o loro rappresentanti. Tutte le persone che effettuano lo sgombero dovrebbero essere correttamente identificate. Gli sgomberi non dovrebbero aver luogo in condizioni climatiche particolarmente avverse o di notte a meno che le persone coinvolte non ne diano il consenso.  Dovrebbero essere forniti strumenti di ricorso legale e, ove possibile, assistenza legale alle persone che lo richiedano qualora vogliano ricorrere alla giustizia.

Tra l’altro le modalità dello sgombero violerebbero altre convenzioni internazionali riguardanti il diritto allo studio dei minori “tutelato – secondo l’Associazione 21 luglio – dall’articolo 34 della Costituzione Italiana, dall’articolo 14 della Carta dei Diritti Fondamentali dell’Unione Europea, dall’articolo 13 del Patto Internazionale sui Diritti Economici, Sociali e Culturali, dagli articoli 28 e 29 della Convenzione sui Diritti dell’Infanzia, dall’articolo 2 del Protocollo 1 della Convenzione Europea dei Diritti dell’Uomo e dalle relative leggi di ratifica. Tale diritto viene violato ogni qualvolta i minori inseriti pienamente in un percorso scolastico (come i figli delle famiglie rom del campo Stacchini) vengono improvvisamente sradicati dal loro luogo di residenza, rendendo così impossibile la frequenza scolastica”.

Insomma, continuano le discriminazioni ai danni dei romanì. Le istituzioni continuano a violare convenzioni internazionali, incuranti delle raccomandazioni che da anni ormai giungono dalle più autorevoli organizzazioni per i diritti umani.

Un documento filmato dello sgombero può essere visto al link visibile qui.

Testo e foto di Davide Falcioni

Stampa articolo (o crea PDF)
Fai una donazione a InviatoSpeciale
Condividi o invia per e-mail


Informativa

Commenti disabilitati.

InviatoSpeciale è un quotidiano on line di Informazione, Politica e Cultura, pubblicato dall'Associazione Onlus The GlobalvillageVoice,
registrato al Tribunale di Bari, numero 1273, del 24 aprile 2008