Rai sepolta dalla stupiditÃ
Il regime berlusconiano è ossessionato dalla tv. Adesso il Pdl vuole la rotazione dei conduttori. Tra proposte senza senso e lottizzazione la televisione pubblica sta diventando una vergogna nazionale.
Alessio Butti, il relatore della maggioranza in commissione di Vigilanza del ‘testo di indirizzo sul pluralismo’, ieri ha presentato l’ultima delle stramberie governative: l’alternanza di settimana in settimana dei conduttori dei programmi. In pratica, Vespa al posto di Ballarò, Paragone invece di AnnoZero e chissà quale altra follia.
Secondo il testo presentato dal geniale parlamentare del Pdl “tenuto conto dell’attuale distribuzione, durante la settimana, delle diverse tipologie di trasmissioni, che concentrano nella prima serata del martedì e del giovedì i programmi più importanti di approfondimento politico, onde evitare il determinarsi di una evidente posizione dominante da parte di alcuni operatori dell’informazione rispetto ad altri, la Rai valuti l’opportunità di sperimentare l’apertura di altri spazi informativi e/o di approfondimento affidati ad altri conduttori, da posizionare negli stessi giorni (martedì e giovedì), alla stessa ora (prima serata), sulle stesse reti e con le stesse risorse esistenti secondo una equilibrata alternanza settimanale”.
Flavia Perina, parlamentare finiana ed ex collega del relatore in Vigilanza, un ex An riconvertito al berlusconismo, ha commentato: “Il problema è che il bilancino che Butti utilizza per misurare l’equilibrio nel sistema televisivo si applica solo a quegli spazi dell’informazione Rai dove non domina la retorica governativa, ma trova spazio anche la polemica anti-governativa La fantasia del senatore Butti ha partorito una nuova formula: quella dei talk show a targhe alterne. Sperando di non fraintendere, i principi del pluralismo televisivo esigerebbero che il martedì e il giovedì non ci fossero sempre Floris e Santoro, perché questa sarebbe una rendita. Se così è, non si capisce perché ogni sera a dirigere il Tg1 debba essere Minzolini e a condurre Porta a Porta sia sempre Vespa”.
Michele Santoro, che forse non ha colto il tono surreale della proposta della maggioranza ha reagito con veemenza: “Siamo al Minculpop, ma con gerarchi che assomigliano alle caricature dei fascisti” ed ha aggiunto: “Viviamo in un Paese in cui una commissione parlamentare di Vigilanza nomina il Consiglio d’Amministrazione della Rai; e, nonostante questo, la maggioranza di governo, dopo aver deciso i vertici della Rai e dopo aver schiacciato il servizio pubblico subordinandolo agli interessi personali del presidente del Consiglio, pretende di organizzare direttamente anche il palinsesto”.
Ora c’è da domandarsi a quando l’alternanza per cartoni animati e conduttori di programmi culinari. E nel pomeriggio: anche per tradimenti, vip, omicidi e pettegolezzi varrà il principio del ‘pluralismo’?
L’aspetto preoccupante di questa vicenda è che i partiti lottizzano tutto quello che è possibile lottizzare nel servizio pubblico e poi discutono di ‘pluralismo’. Ed alcuni ricevono profumati stipendi per farlo. Follie italiane.


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