Nucleare, il Pd appoggia il referendum. Mentre il governo tira dritto
“Dal Governo non ci saranno mai decisioni che possano mettere a rischio salute e sicurezza dei cittadini. A noi sta a cuore l’indipendenza energetica dell’Italia, ma prima e di più sta a cuore la salute e la sicurezza dei cittadini e non sarà mai assunta alcuna decisione che la possa mettere a rischio”.
Lo ha affermato ieri il ministro dell’Ambiente Stefania Prestigiacomo sottolineando che ”il governo non è né cieco né sordo rispetto alle notizie che giungono da Tokio, ed è evidente che la nostra scelta di rientrare nel nucleare ci induce ulteriore attenzione, assieme all’esigenza di una piena trasparenza su quanto sta accadendo”.
E se il governo tira dritto sulle sue decisioni, il principale partito di opposizione ha deciso di sostenere il referendum per abrogare la legge sul ritorno al nucleare. Lo ha annunciato ieri, in un’intervista all”Unità ’, il leader democratico Pier Luigi Bersani, secondo il quale il ricorso al nucleare è “sbagliato” e non si tratta di reazioni emotive sulla scia di Fukushima, ma di considerazioni su una “tecnologia ancora molto giovane”, che secondo il leader Pd presenta “seri problemi, sia per quanto riguarda lo smaltimento delle scorie, che per le conseguenze di eventuali incidenti”.
“Non è la probabilità degli incidenti che suscita allarme – ha sostenuto Bersani – ma quanto siano tremende le potenziali conseguenze”. A “preoccupare” il segretario del Partito democratico è “il modo in cui il governo sta affrontando la questione”. Il “fantapiano” del nucleare, così lo definisce Bersani, “non ha nessuna fattibilità ”, è “economicamente svantaggioso” e “prevedendo l’impiego di tecnologie non nostre ci renderebbe totalmente dipendenti da altri”.
Dunque l’esecutivo avrebbe inteso “deviare” l’attenzione dalle priorità , “cioè efficienza energetica, rinnovabili, un’operazione di investimenti nella ricerca anche delle tecnologie nucleari”. “Non stanno lavorando all’Agenzia di sicurezza – ha aggiunto -, non hanno risolto il problema delle scorie già esistenti, non hanno smantellato le vecchie centrali”.
Dunque il Pd si impegnerà “per fermare questo piano che poggia sulla sabbia ed è totalmente sbagliato”.


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