Acqua, nucleare: sabato corteo nazionale a Roma
Appuntamento il 26 marzo alle 14 in piazza della Repubblica: il ‘popolo dell’acqua pubblica’ si mobilita nella Capitale per ribadire l’importanza dei referendum per la tutela dei cosiddetti ‘beni comuni’. Esigenza forte di per sé, e ancora più importante in seguito alla tragedia nucleare in corso in Giappone.
I referendum del 12 giugno, infatti, sono tre, e uno di questi – come è noto – riguarda l’abolizione del ritorno del nucleare nel nostro Paese. “Siamo convinti – hanno ricordato i promotori del Comitato referendario – che una vittoria dei ‘sì’ ai referendum possa costituire una prima e fondamentale tappa contro la privatizzazione dell’acqua e in difesa dei beni comuni. Per questo chiamiamo tutte le donne e gli uomini a partecipare ad una manifestazione aperta, allegra e plurale. E per dire che un’altra Italia è possibile”.
La piazza di sabato sarà forte del milione e quattrocentomila firme apposte dai cittadini che hanno sottoscritto, tra aprile e luglio 2010, i referendum contro la riforma del servizio idrico, approvata dal Governo circa un anno fa, che prevede la privatizzazione della gestione dell’acqua.
Dopo il sì della Consulta, arrivato il 12 gennaio scorso, a due dei tre quesiti referendari presentati per la ripubblicizzazione dei servizi idrici, la campagna referendaria è entrata nel vivo.
Si voterà dunque in primo luogo per chiedere l’eliminazione dell’articolo 23 bis della legge 133/2008 (nota come ‘decreto Ronchi’), relativo alla privatizzazione dei servizi pubblici di rilevanza economica. “Abrogare questa norma – sostengono i promotori – significa contrastare l’accelerazione sulle privatizzazioni imposta dal Governo e la definitiva consegna al mercato dei servizi idrici in questo Paese”.
Con il secondo quesito, invece, si propone l’abrogazione dell’articolo 154 del Decreto Legislativo 152/2006 (il cosiddetto ‘Codice dell’Ambiente’), limitatamente a quella parte del comma 1 in base alla quale la tariffa per il servizio idrico è determinata tenendo conto dell’adeguatezza della remunerazione del capitale investito, che consente cioè al gestore di ricavare parte dei propri profitti dalla bolletta dei cittadini. Abrogando questa parte dell’articolo sulla norma tariffaria, si elimina il ‘cavallo di Troia’ che ha aperto la strada ai privati nella gestione dei servizi idrici: si impedisce di fare profitti sull’acqua.
Alla battaglia contro la privatizzazione dei servizi idrici si unirà , come ricordato, quella contro il nucleare, altro tema al centro dei referendum. I comitati antinucleari hanno invitato a mobilitarsi “da ogni parte d’Italia: riempiamo le strade e le piazze di Roma con i colori della vita contro le scelte di morte. Perché solo la partecipazione è libertà , solo la condivisione è speranza di futuro”, hanno dichiarato.
E al corteo (che si concluderà in piazza San Giovanni con il concerto degli artisti per l’acqua) ha aderito anche la Cgil. “La nostra scelta di contrastare il piano sull’energia del Governo – si legge in una nota – è antecedente alla tragedia in corso in Giappone ed è conseguente ad un giudizio di merito sul piano stesso”. Un piano che secondo la confederazione deve essere immediatamente ritirato, per lasciare spazio ad una vera discussione sulla politica energetica del Paese “che non abbia nel suo orizzonte il nucleare, ma il risparmio energetico e le fonti rinnovabili”.


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