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Migranti: Maroni smentito dalla Commissione europea batte cassa

Autore: . Data: martedì, 15 febbraio 2011Commenti (0)

La commissaria agli Affari interni, Cecilia Malmstrom, svela che il nostro governo ha rifiutato gli aiuti. Il ministro leghista nega, ma a Bruxelles non è di casa il gioco delle tre carte.

Il ministro degli Interni, Roberto Maroni, è al centro dell’ennesima polemica tra il nostro Paese ed il resto del mondo civile sul tema dell’immigrazione. Aveva detto il celtico-padano: “Dalla Tunisia potrebbero arrivare a migliaia. Le persone che scappano da un Paese allo sbando (la Tunisia, ndr) hanno diritto alla protezione internazionale e non possiamo certo rimandarli indietro”. Nonostante questa ‘disponibilità’ il Centro di identificazione ed espulsione (Cie) di Lampedusa è stato tenuto chiuso per giorni e  migliaia di profughi hanno dovuto dormire all’aperto aiutati solo da pochi volontari. Maroni ha anche aggiunto: “Siamo soli, l’Europa non sta facendo nulla. C’è un terremoto istituzionale e politico che rischia di avere un impatto devastante su tutta l’Europa attraverso l’Italia. Noi siamo, come al solito, lasciati soli. Stiamo gestendo l’emergenza umanitaria con la protezione civile. E’ indispensabile l’intervento dell’Europa anche se ci hanno risposto che queste richieste vanno fatte 15 giorni prima. Sono allibito da questo approccio burocratico”.

Chiara e senza fronzoli la risposta del commissario, che si è definita “molto sorpresa dalle recenti dichiarazioni di alcune autorità italiane sulla presunta risposta lenta e burocratica data dalla Commissione europea alla richiesta d’aiuto italiana riguardante l’aumentata pressione migratoria proveniente dalla Tunisia”.”Sono stata personalmente in contatto sabato con le autorità italiane – ha spiegato Malmstrom – a cui ho chiesto se avessero bisogno del nostro aiuto per affrontare queste eccezionali circostanze. La loro risposta è stata chiara: no grazie, in questo momento non abbiamo bisogno dell’assistenza della Commissione europea”. Poi il Commissario ha aggiunto: “Nonostante la mancanza di una richiesta da parte loro, ho chiesto ai miei servizi, all’agenzia Frontex e all’Ufficio europeo di sostegno per l’asilo di valutare in che modo la Commissione possa offrire sostegno alle autorità italiane in questa difficile situazione”. Malmstrom ha sottolineato infine che “la Commissione europea è pienamente consapevole dell’eccezionale pressione che l’Italia sta sperimentando ed è pronta a sostenere le autorità italiane e a mostrare una concreta solidarietà europea”.

Anche Frontex ha detto di non aver ricevuto finora alcuna richiesta formale di assistenza da parte del governo italiano. In una nota ha  precisato: “L’agenzia è consapevole della situazione [...] e la sta monitorando da vicino [...] a oggi Frontex non ha ricevuto una richiesta formale di assistenza dal governo italiano, comunque il quartier generale di Varsavia è pronto ad agire se necessario e sta preparando una risposta operativa appropriata nel caso sia richiesta”.

Maroni ha negato in perfetto stile berlusconiano: “Non è vero che l’Italia ha rifiutato l’aiuto offerto dalla Commissione europea”. Pensare che qualcuno a Bruxelles possa raccontare frottole, tuttavia, è una ipotesi fantascientifica. Da quelle parti per una bugia si perde il posto.

Il ministro leghista non si è fermato alla polemica con la Commissione, ma ha anche lanciato una ipotesi strampalata per affrontare l’emergenza. Forse supponendo che le fantasie leghiste si possano applicare alla politica internazionale, Maroni ha proposto l’intervento di militari italiani in territorio tunisino per bloccare quello che ha definito con enfasi “esodo biblico”. Il responsabile del Viminale in un programma televisivo è arrivato ad affermare: “Chiederò al ministro degli Esteri l’autorizzazione per i nostri contingenti a intervenire in Tunisia per bloccare i flussi: il sistema è al collasso “.

Ovviamente la risposta è stata sferzante: “La Tunisia esprime le propria sorpresa di fronte a questa proposta e conferma che respinge categoricamente ogni interferenza nei propri affari interni e ogni violazione della propria sovranità”. A Maroni nessuno ha spiegato che le ‘ronde padane’ nel mondo delle relazioni internazionali non sono previste.

La parlamentare radicale Emma Bonino, ex commissario Ue, ha dichiarato: “Come al solito, quando abbiamo qualche problema la Commissione europea diventa il nostro capro espiatorio. Come se si trattasse di una realtà avulsa. L’Italia è membro dell’Ue e quindi protagonista dei trattati e di tutte le competenze che si vogliono dare all’Unione. Poi siamo anche i primi che non applicano mai in tempo utili le direttive, come quella sui respingimenti per un blitz della Lega che l’ha tolta dalla legge comunitaria, pur essendo stata approvata a Bruxelles anche dal governo italiano”.

Sull’arrivo dei profughi  la Caritas Italiana ha chiesto che “ogni forma di controllo o contrasto sia fatta nel rispetto delle norme internazionali e dei diritti umani’. “Se non si aprono canali umanitari si rischiano nuove stragi” ha spiegato alla Radio Vaticana il responsabile del settore immigrati, Oliviero Forti, che ha condannato i respingimenti indiscriminati: “Bisognerà valutare caso per caso se si tratta di migranti che hanno diritto a protezione umanitaria o se, secondo il Governo, sono destinati all’espulsione”. “La vicenda tunisina – ha aggiunto Forti – dimostra che non si risolve la questione migratoria con un singolo accordo, ma serve una politica più ampia che regoli i flussi senza bloccarli”. Sulla polemica con Malmstrom il rappresentante della Caritas ha rilevato che “gli stati membri della Ue hanno attuato politiche concertate solo per quanto riguarda il contenimento e il contrasto delle migrazioni. Non hanno mai lavorato insieme a politiche di ingresso e integrazione. Se non si ha il coraggio di fare questo gli appelli all’Europa valgono poco”.

Infine, Maroni ha reso noto: “Ho sentito poco fa il premier Berlusconi e domani (oggi, ndr) andremo insieme in Sicilia, nel catanese”, forse per ripetere qualche miracolo come quelli della spazzatura napoletana o del terremoto in Abruzzo. Il ministro ha anche  aggiunto che è stato dichiarato lo stato di emergenza per la gestione dell’aspetto umanitario e che il governo in una lettera formale inviata alla Commissione europea “ha chiesto uno stanziamento di 100 milioni di euro per fronteggiare l’emergenza”. Se i migranti sbarcati sono come sembra circa 5000 si scopre che secondo i conti del ministro per soccorrerli sarebbero necessari 20mila euro ciascuno.

La credibilità del nostro Paese è in caduta libera permanente.

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