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La farsa di Avetrana

Autore: . Data: giovedì, 24 febbraio 2011Commenti (1)

Le indagini sull’omicidio della povera Sara Scazzi ad una nuova svolta. Molte ipotesi e pochi fatti. Forse sarebbe il momento di cominciare a fare sul serio.

Ieri Carmine Misseri, fratello di Michele, e suo nipote Cosimo Cosma sono stati arrestati con l’accusa di concorso in soppressione di cadavere. Adesso insieme al contadino ed a sua figlia Sabrina ci sono altri due imputati. Ma ancora nulla è chiaro del delitto.

Non bastavano le dichiarazioni a raffica di Michele Misseri, la fragilissima accusa nei confronti di Sabrina, le polemiche a sfondo psicoanalitico tra opinionisti da bar dello sport, le diatribe tra i difensori e l’intollerabile ‘crime show’ messo in piedi dai media a rendere la drammatica uccisione di una giovanissima ragazza un pasticcio inestricabile. Mancavano anche i ‘fermi a sorpresa’ e sono arrivati.

Il colonnello Giovanni Di Blasio, comandante provinciale dei carabinieri di Taranto, ha spiegato che per i nuovi coimputati  “Ci sono, ad esempio, evidenze sui veri luoghi in cui si trovavano nelle fasi immediatamente successive all’omicidio di Sara Scazzi”.

“Si tratta – ha aggiunto l’inquirente – di intercettazioni ambientali che in qualche modo riepilogano una serie di contraddizioni da una parte, che sostanzialmente derivano dalle numerose escussioni di testimoni fatte in questi lunghi mesi di lavoro, ma che vengono poi corroborate e sostenute, per diventare gravi indizi, sia da altre contraddizioni che emergono dall’esame analitico dei tabulati telefonici, e sia da taluni passaggi di conversazioni tra presenti che confermano questi gravi indizi”.

Alla frase, per la verità di difficile comprensione, gli investigatori hanno aggiunto che “il lunghissimo lavoro non è ancora finito”. Da parte sua il procuratore capo ha sottolineato che “tecnicamente si tratta di un provvedimento di custodia cautelare in carcere allo scopo di tutelare esigenze istruttorie”. E’ stato applicato, in particolare, “l’art. 307 del codice di procedura penale e il combinato disposto con altri articoli come il 274″. Secondo queste norme gli inquirenti possono chiedere alla scadenza dei 30 giorni ulteriori proroghe e reiterazioni del provvedimento. L’applicazione di queste norme consente “ulteriori indagini evitando l’inquinamento delle prove”.

Volendo ‘interpretare’ il senso del nuovo colpo di scena si potrebbe dire che siccome non ci sono prove inconfutabili nei confronti dei nuovi indagati (ai quali è stato vietato di parlare coi propri avvocati fino al momento dell’interrogatorio di garanzia previsto per oggi) per il momento i due rimarranno in cella finchè le cose non saranno più chiare. Chissà in questo caso cosa diranno i ‘garantisti’, che nei casi in cui sono implicati politici urlano subito alla violazione del principio di innocenza, ma quando si tratta di cittadini comuni sono stranamente ‘distratti’.

I legali di parte civile della famiglia Scazzi, Walter Biscotti e Nicodemo Gentile, hanno subito dichiarato “di attendere gli sviluppi, a questo punto clamorosi, dell’inchiesta. Non siamo sorpresi più di tanto – hanno aggiunto – in quanto la nostra attenzione più volte si era soffermata su quel plurale ’abbiamo parcheggiato’ (da una dichiarazione di Michele Misseri durante un interrogatorio, ndr). Sul punto siamo convinti che non era un modo di parlare di Misseri, ma un chiaro lapsus nel descrivere un fatto”. Anche per loro ‘le interpretazioni’ valgono a prescindere dalle prove.

In realtà sembra che Cosimo Cosma, nipote di Michele Misseri, sarebbe stato visto in ‘atteggiamento sospetto’ insieme allo zio vicino al garage di via Deledda ad Avetrana nei giorni immediatamente successivi alla scomparsa di Sara Scazzi. La circostanza sarebbe emersa durante indagini difensive. Un testimone avrebbe visto i due ‘confabulare più volte’ e notato che abbassavano la voce nel momento in cui si accorgevano di essere osservati. Cosimo Cosma, invece, sarebbe stato chiamato in causa da Sabrina Misseri, che però la Procura di Taranto considera autrice di depistaggi.

Carmine Misseri e suo nipote Cosimo Cosma, secondo il colonnello Giovanni Di Blasio, avrebbero attuato un “generalizzato tentativo di cercarsi non dico degli alibi ma dei canovacci e dei copioni ben articolati da sostenere durante i vari interrogatori”. La convinzione sarebbe emersa dall’ascolto di alcune intercettazioni ambientali. In particolare, Misseri e Cosma avrebbero cercato di prepararsi le risposte da dare agli inquirenti su dove si trovavano poco dopo che era stato commesso il delitto. “Tanto io l’ho imparato a memoria” sarebbe una delle frasi intercettate dagli investigatori.

Poche ore prima di finire in prigione Carmine Misseri ha concesso un’intervista a ’Chi l’ha visto?’. Al programma di RaiTre (che a questo punto potrebbe avere doti divinatorie, perchè nel momento del ritrovamento del corpo di Sara Scazzi era in collegamento con la madre della ragazzina uccisa e ieri ha preceduto di poche ore gli arresti) il nuovo imputato aveva detto di non aver aiutato il fratello ad occultare il cadavere di Sara ed aveva attaccato Michele: “…Non ho fatto niente. Posso camminare a testa alta. Michele è un attore! Perche’ non ha parlato prima? Sara è una bambina, non è un cane, una busta di immondizia che la prendi e la vai a buttare. La colpa ce l’ha lui….”.

Nel caso di Avetrana, nonostante le certezze manifestate dagli inquirenti, non è chiaro il movente, non si trova l’arma, non si sa dove sia avvenuto l’omicidio e neppure è certo quando sia stato compiuto. C’è un reo confesso che ha ritrattato più volte, una ragazza nei confronti della quale non esistono prove materiali, ma che è reclusa sulla base di alcune delle accuse rivoltele dal padre, che però in altre occasioni la ha scagionata completamente. Ed adesso due occultatori del corpo della giovane vittima sui quali però sono necessari approfondimenti.

Però gli esperti sono prodighi di analisi da suggerire alla stampa. Tra i tanti il criminologo Francesco Bruno, che ieri da casa sua ha fornito nuovi dati a suo parere inequivocabili: “L’omicidio di Sarah Scazzi è un omicidio difficile e complesso. Più che di omicidio in famiglia, si tratta di un omicidio di famiglia, perchè è un delitto che ha coinvolto tutta la famiglia in un modo o nell’altro per cause ancora imprecisate”.

Il professore, abituale ospite di numerosi programmi televisivi, ha continuato: “Penso che la mente criminale di questa ’organizzazione perfetta’ sia Sabrina, mentre il padre Michele sia solo l’elemento debole, angosciato e in conflitto con se stesso e quindi, incapace di mantenere una linea di condotta. Ovviamente quest’uomo non dice tutta la verità, racconta solo ciò che gli è impossibile negare”. “I delitti come questo – ha concluso Bruno – in cui un’intera famiglia si trasforma in una vera e propria organizzazione criminale, segnalano l’irrecuperabile moralità di questo Paese, su cui è bene riflettere”.

In attesa che dai teoremi si ritorni alla preminenza delle prove, vale la pena di ricordare che Sara Scazzi è scomparsa il 26 agosto del 2010 ed il suo corpo è stato ritrovato il 6 ottobre scorso. Da quel caldo giorno di un’estate salentina si brancola nel buio. O quasi.

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Commenti (1) »

  • moreno mcrae ha detto:

    Ho una proposta da fare:recintiamo avetrana e ci scriviamo carcere

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