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Il movimento dei pastori mercoledì dal Papa

Autore: . Data: lunedì, 28 febbraio 2011Commenti (0)

Pochi giorni fa hanno manifestato a Milano davanti alla Borsa, mentre il 2 marzo saranno a Roma per essere ricevuti in udienza dal pontefice: i pastori sardi, riuniti nel loro movimento di lotta, non vogliono che la cappa del silenzio avvolga la loro difficile vertenza.

Davanti al ‘tempio del capitalismo’, nel capoluogo lombardo, hanno denunciato ancora una volta lo stato di crisi del comparto e protestato per il prezzo del latte (pagato ai produttori solo 60 centesimi al litro).

Il leader del Movimento pastori sardi, Felice Floris, ha così spiegato la scelta di Milano: “La Borsa rappresenta un momento delle nostre disgrazie. Non si può vendere il prodotto agricolo come qualsiasi prodotto industriale. Spero che il commissario europeo, il romeno Dacian Ciolos possa avere una visione diversa dell’agricoltura rispetto a quella dei francesi e degli svedesi. Gli avvisi delle contravvenzioni – ha continuato Floris – non fermeranno il nostro Movimento”.

E in effetti davanti alla Borsa di Milano si sono date appuntamento ben trecento persone: “Abbiamo portato in piazza – ha spiegato ancora Floris – la nostra volontà di protestare contro chi ha messo alla fame i pastori: le multinazionali. Non siamo dei violenti e mai lo saremo mai. Chiediamo il rispetto del nostro lavoro: ormai tutto quello che viene prodotto dalla terra non ha nessun valore, siano essi beni di natura animale o vegetale anche se si tratta di prodotti indispensabili per l’esistenza di tutti. Noi produttori siamo allo stremo mentre il consumatore paga tutto più caro”.

Attorno ai pastori e agli agricoltori “si è sviluppata una burocrazia parassitaria che tutto consuma e niente produce, divorando montagne di soldi pubblici spesi solo per alimentare il loro famelico mantenimento. Una burocrazia mostruosa che a niente serve e niente produce. Tutto in nome di pastori e agricoltori – ha concluso Floris – che sono stati presentati all’opinione pubblica come costosi assistiti; invece i pastori e gli agricoltori sono le vere vittime di una politica ignava e cialtrona che tutto fa all’infuori di creare sviluppo”.

Dopodomani, invece, i pastori saranno a Roma, dal Papa per l’udienza del mercoledì: ai sardi si uniranno i pastori di altre regioni italiane “per costituire un movimento nazionale della categoria”.

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