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Il gip: Berlusconi va processato subito

Autore: . Data: mercoledì, 16 febbraio 2011Commenti (0)

Ieri il gip di Milano, Cristina di Censo, ha disposto il rito immediato per il premier accogliendo le tesi dell’accusa. Il Cavaliere è il primo premier del mondo civile rinviato a giudizio per favoreggiamento della prostituzione minorile.

“In data odierna il Giudice per le indagini preliminari dott.Cristina Di Censo ha depositato il decreto con cui si dispone ai sensi degli artt.453 e segg. cpp giudizio immediato a carico dell’on.Silvio Berlusconi, per i reati di cui agli artt.317, 61 n.2 cp. e 81 cpv., 600bis co.2 cp. avanti al Tribunale di Milano sezione quarta penale in composizione collegiale per l’udienza del 6 aprile 2011 ore 9.30″. Con questa nota firmata dal presidente dell’Ufficio Gip, Gabriella Manfrin, ha preso il via il più vergognoso capitolo giudiziario che abbia mai riguardato un Capo di governo italiano.

Oltre al favoreggiamento della prostituzione minorile il presidente del Consiglio è accusato anche di concussione. La fase dibattimentale sarà celebrata davanti ai giudici della IV sezione penale di Milano, composta dal presidente Giulia Turri e dai giudici a latere Orsola De Cristoforo e Carmen D’Elia.

La decisione della dottoressa Di Censo ha stabilito che il quadro probatorio messo a punto dai magistrati Ilda Boccassini, Pietro Forno e Antonio Sangermano contiene prove evidenti di colpevolezza. Così dopo undici mesi di indagini si è arrivati alla conclusione della prima fase dell’affaire ‘Puttanopoli’.

La vicenda ha preso il via nella notte tra il 27 e il 28 maggio dell’anno scorso, quando una ragazza viene accusata da un’amica del furto di un bracciale di rubini e brillanti del valore di circa 3 mila euro. Lei si fa chiamare ’Ruby Rubacori’, ma il suo vero nome è Karima El Mahroug.

Portata in questura la giovane, a quell’epoca diciassettenne, riceve immediatamente un ‘aiutino’ di tutto riguardo. A chiamare il Capo di gabinetto del questore Pietro Ostuni è Silvio Berlusconi in persona. I magistrati inquirenti hanno ricostruito gli eventi sostenendo che il premier sia intervenuto “al fine di occultare il delitto…” (di prostituzione minorile, ndr) e “di assicurarsi per esso l’impunità, sia altri fatti, anche di rilevanza penale non a lui ascrivibili ma comunque suscettibili di arrecare nocumento alla sua immagine di uomo pubblico, abusando della sua qualità di Presidente del Consiglio dei Ministri… Avendo appreso che la minore – da lui in precedenza frequentata – era stata fermata”.

Berlusconi avrebbe “rappresentato (al dott. Ostuni, ndr) che tale ragazza minorenne, di origine nord africana, gli era stata segnalata come nipote di Mubarak (circostanza per altro palesemente falsa), lo sollecitava ad accelerare le procedure per il suo rilascio, aggiungendo che il consigliere Regionale Nicole Minetti si sarebbe fatto carico del suo affido”, “così sottraendola al controllo e alla vigilanza delle autorità preposte alla tutela dei minori”.

Il 13 gennaio di quest’anno i pm titolari dell’inchiesta, Ilda Boccassini, Pietro Forno e Antonio Sangermano chiedono al premier di testimoniare nei giorni 22 o 23 o 24 gennaio, contestandogli i reati di concussione e prostituzione minorile, il primo relativo alla telefonata in questura e il secondo per “aver compiuto atti sessuali” con Ruby “nella sua abitazione privata di Arcore in un arco di tempo individuato tra il 14/2/2010 e il 2/5/2010″.  Indagati per favoreggiamento della prostituzione anche Nicole Minetti, Emilio Fede e Lele Mora.

Il 14 gennaio gli inquirenti dispongono perquisizioni nei confronti di Nicole Minetti e di altre ragazze ospitate, sembra a spese del premier e con contratti intestati, pare, a Minetti, nel condominio dell’Olgettina. Tulle le persone coinvolte, sempre secondo i giudici, avrebbero partecipato a feste organizzate nella casa di Berlusconi ad Arcore.

Il 30 gennaio viene interrogato il consigliere regionale Minetti, che però in alcuni casi si avvale della facoltà di non rispondere. Il 3 febbraio alla Camera i parlamentari del Pdl e della Lega, in maggioranza, respingono l’autorizzazione alla perquisizione degli uffici di Giuseppe Spinelli, il contabile del premier che, secondo l’accusa, si occupava di versare somme di denaro alle ragazze coinvolte nelle feste. Il 9 febbraio i pm di Milano chiedono il giudizio immediato e ieri arriva il parere favorevole.

In tutto questo periodo di indagini, nonostante alcune intercettazioni telefoniche abbiano svelato un quadro avvilente di relazioni torbide, senza alcuna eccezione i parlamentari del Pdl hanno difeso Berlusconi seguendo la strategia del ‘negare tutto, anche l’evidenza’.

E ieri il capogruppo Pdl alla Camera, Fabrizio Cicchitto, tessera 2232 della loggia P2, ha difeso il presidente del Consiglio, tessera 1816 della stessa organizzazione segreta massonica, dicendo: “Come volevasi dimostrare. E’ proprio il caso di parlare di una giustizia ad orologeria che per Berlusconi è rapidissima, addirittura istantanea”. “Tutto questo procedimento – ha insistito – è viziato alla radice dal fatto che trattandosi, visto il reato ascritto che è la concussione, di un’imputazione che per definizione riguarda il titolare di un pubblico incarico, nel nostro caso deve essere trattato dal Tribunale dei ministri”.

Il collaboratore di Berlusconi segue la linea difensiva scelta dagli avvocati dell’imputato. Sostenendo che il premier abbia telefonato in veste di Capo di governo alla questura di Milano per evitare una crisi internazionale, vista la ‘parentela importante’ (ma inventata) di Ruby Rubacuori, per Cicchitto a giudicare deve essere il Tribunale dei ministri. Che però per operare deve chiedere l’autorizzazione a procedere alla Camera, dove la maggioranza di centro destra non accoglierebbe mai la richiesta. Ed il gioco è fatto. Niente processo.

Adesso, ancor di più, l’offensiva contro i giudici raggiungerà toni inediti. E si tenterà ogni via per impedire l’avvio del procedimento. Il mondo intero è sgomento, perchè un presidente del Consiglio di 75 anni che organizzerebbe festicciole a luci rosse con ragazze giovanissime è un fatto inedito. E se i tifosi del Cavaliere sono incapaci di rendersi conto della gravità della situazione, preoccupa la passività dei cittadini che non si rendono conto dell’ormai irreparabile discredito internazionale che sta sommergendo l’Italia. E non saranno i cavilli giuridici degli avvocati di ‘Papi Silvio’ a restituire dignità al nostro Paese.

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