Cgil, al via le iniziative su ‘democrazia e rappresentanza’
Partita da Bari la mobilitazione del sindacato nei luoghi di lavoro, per chiedere anche un piano straordinario per l’occupazione.
Un migliaio tra iscritti e simpatizzanti hanno accolto, nel capoluogo pugliese, il segretario generale della Cgil, Susanna Camusso, ad un’assemblea che, oltre ai temi della democrazia e dei diritti, è entrata nel merito della contrattazione territoriale.
Quella di Bari è una delle prime iniziative “inserite nel percorso – ha spiegato una nota di corso Italia – che la Cgil ha deciso di attivare a sostegno della piattaforma ‘Democrazia e Rappresentanza’: un impegno di mobilitazione che nelle prossime settimane attraverserà tutta Italia, coinvolgendo l’intero tessuto lavorativo del nostro Paese”.
L’urgenza, ha spiegato Camusso, è quella di “uscire da una situazione in cui sono le imprese e i governi a decidere chi fa gli accordi”, ed è chiaro il riferimento alle ultime vicende di accordi separati.
“Dobbiamo cambiare stagione – è l’opinione del segretario Cgil – perché la stagione delle divisioni è una stagione di debolezza per tutti. Ma una stagione non può cambiare in un rapporto burocratico tra le organizzazioni, bensì in un rapporto rinnovato che permetta ai lavoratori di eleggere i propri rappresentanti”, con poteri contrattuali. E nel caso di divisioni si deve poter “chiedere ai lavoratori di contribuire a come superare quella divisione attraverso il mandato”.
Inoltre, ha aggiunto la leader della Cgil, se è vero che “la democrazia sindacale è parte fondamentale della democrazia di un Paese” ed è giusto che il sindacato faccia la sua parte (in un momento di particolare crisi economica e morale) “rilanciando i criteri democratici del suo agire”.
Oltre alla mobilitazione sul tema della rappresentanza e della democrazia, il sindacato ha deciso di lanciare le ‘marce del Lavoro’, coinvolgendo varie realtà nazionali con iniziative e cortei. Una mobilitazione con la quale si vuole sottolineare che “la vera emergenza di questo paese si chiama disoccupazione e mancanza di lavoro”, in particolare giovanile e femminile.
“Ripartiamo da lì’ – ha concluso Camusso – ripartiamo da un piano per il lavoro, ripartiamo da politiche destinate alla crescita, costruendole in ogni luogo” affinché si “riapra la possibilità di occupazione non solo precaria”.


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