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Un ‘altropallone’ di libertà

Autore: . Data: lunedì, 31 gennaio 2011Commenti (0)

I “Fugees footbal club” sono una squadra speciale, composta da 86 ragazzi tra gli 11 e i 18 anni provenienti da circa 28 Paesi diversi. Il calcio li ha aiutati a superare le difficoltà, non poche, li ha aiutati a mettere da parte il dolore dopo aver abbandonato la propria casa.  Li allena Luma Mufleh, fondatrice e direttrice di “The family fugees”, una donna speciale, che nella piccola città di Clarkston, Georgia, ha dato vita alla prima squadra al mondo interamente composta da bambini scappati dalla guerra.

Dalla Georgia a Milano dove Liberi Nantes, la prima squadra in Italia composta interamente da migranti forzati, è presente in occasione della quattordicesima edizione di ‘Altropallone’. Gianluca Di Girolami, presidente di Liberi Nantes A.S.D., rivolge il primo pensiero proprio a Luma: “Mi dispiace che non sia qui presente a ritirare il premio, avrei voluto ringraziarla di persona, perché senza di lei, non saremmo mai nati”.

‘Altropallone’ è il premio che annualmente viene assegnato a chi nel mondo dello sport si è adoperato nella lotta al razzismo, contribuendo a fare dello sport, e del calcio in particolare, uno strumento di pace e di coesione sociale, in grado di abbattere le barriere tra i popoli.

Padrone di casa della manifestazione Gianni Mura, presidente della giuria: “L’anno scorso abbiamo premiato Samuel Eto’o per il suo impegno nel garantire l’accesso allo sport per i bambini in Camerun, quest’anno abbiamo deciso di assegnarlo a Luma e Gianluca, perché hanno voluto dare, tra tante difficoltà, la possibilità di giocare a calcio a ragazzi fuggiti da teatri di guerra”.

La giuria è composta da giornalisti e personaggi del mondo dello sport e del volontariato ai quali ogni anno si aggiungono i vincitori del premio, a premiare i Liberi Nantes è stato Damiano Tommasi, ex centrocampista della Roma campione d’Italia, da sempre impegnato per un calcio a misura d’uomo: “Io sono un quasi collega dei Liberi Nantes, dato che gioco ancora in un campionato di seconda categoria, questa iniziativa serve per fare la voce grossa con argomenti giusti e importanti. È importante scoprire un nuovo modo di pensare il calcio, sui media danno clamore i tifosi che fanno ululati razzisti negli stadi, noi preferiamo dare un riconoscimento sociale a chi si comporta bene nello sport”.

In occasione della premiazione è stata lanciata la nuova campagna di sostegno per Liberi Nantes “Un metro quadro di Libertà”. “Il terreno di gioco è un luogo simbolico – spiega in una nota l’associazione – lo spazio condiviso per eccellenza, dove sulla base di regole comuni si affrontano gli avversari, ci si allena insieme e si gioca. Per fare ciò si è pensato di suddividere l’area, di circa 7.000 metri quadrati, in altrettante porzioni da un metro quadrato e di offrire la possibilità, a chiunque vorrà e potrà riconoscersi in questo progetto, di sostenere Liberi Nantes adottando un metro quadro, sottoscrivendo soli 100 euro. Siamo convinti, infatti, che solo da un contributo diffuso e solidale può nascere uno spazio aperto in grado di accogliere chiunque e di garantire a chiunque il diritto allo sport e al gioco”.

Stefano Bellu

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