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Nucleare, verso il referendum

Autore: . Data: giovedì, 13 gennaio 2011Commenti (0)

“La Corte ha deciso e quindi entro il 15 giugno si voterà per abrogare la legge con cui il Governo sta tentando di reintrodurre il nucleare in Italia. Il referendum è stato promosso dall’Italia dei valori ma in realtà è il frutto di un lavoro comune che era arrivato fino a concordare il testo del quesito referendario”. Lo afferma in una nota Alfiero Grandi, presidente del Comitato “Sì alle energie rinnovabili, No al nucleare”.

“Ora – prosegue il comunicato – occorre recuperare l’errore di averlo voluto promuovere in solitudine perché ormai il quesito è un patrimonio di tutti e occorre superare al più presto malumori che ci sono stati a fronte della decisione dell’Idv. La questione nucleare è troppo importante per essere trattata con ripicche o malumori. Ormai il referendum ci sarà e occorre cercare di vincerlo insieme agli altri ammessi, con particolare riguardo all’importantissima questione di mantenere l’acqua come bene pubblico”.

“Occorre unità – osserva Grandi – contro il tentativo di reintrodurre il nucleare in Italia e per aprire la strada ad un forte rilancio del risparmio energetico e per le energie da fonti rinnovabili come del resto propone la legge di iniziativa popolare che il nostro Comitato ha già depositato alla Camera dei deputati con il sostegno di 110.000 firme. Deve essere fermata anche la costosa e insinuante campagna elettorale anticipata di parte che hanno promosso Enel ed altre aziende con spot televisivi e spazi sui giornali, con il beneplacito del Governo”.

Adesso “debbono pronunciarsi gli elettori e quindi da ora la Commissione parlamentare di vigilanza e la Presidenza Rai debbono garantire parità di condizioni. Il nucleare è una scelta sbagliata, costosa, pericolosa come dimostra l’ennesimo incidente avvenuto in Niger e di cui pochissimi hanno parlato: Incidente che ha devastato un territorio con 200.000 litri di fanghi radioattivi fuorusciti che hanno creato un’autentica catastrofe. La campagna per abrogare la legge sarà l’occasione per mettere in guardia le italiane e gli italiani contro i pericoli del nucleare su cui finora c’è stata una voluta sottovalutazione. Non sarà facile perché occorre portare a votare la metà degli elettori e tuttavia l’acqua come bene pubblico e il no al nucleare possono farcela”.

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