Morale, puttane e trasgressioni
Il ‘puttanaio’ che starebbe emergendo dall’inchiesta di Milano e che coinvolgerebbe Berlusconi non è un esempio di ‘dolce vita’, ma la fotografia triste di un mondo di maschi avvizziti e di ragazze inutili. La negazione dell’eros.
Eros era un dio greco, quello che governava l’amore. La sua storia è stata complessa, le sue origini oscure. Forse fu figlio di Afrodite, dea dell’amore, ma sono diverse le versioni della sua genealogia. Alcuni sostenevano fosse stato concepito dalla madre con Hermes, dio interprete, messaggero, ladro, demagogo ed e affarista, altri pensavano fosse il frutto di un incontro con Ares, figlio di Giove e dio della guerra, altri ancora lo volevano generato con Efesto, dio del fuoco, della tecnologia, dell’ ingegneria, della scultura e della metallurgia. Infine qualcuno lo immaginava come il compagno inseparabile di Afrodite. Per Esiodo il piccolo e paffuto Eros, possessore delle frecce dell’amore, era potentissimo e poteva causare danni immensi ed irreparabili, persino per gli altri dei.
Intorno ad Eros, all’eros come fenomeno, all’erotismo ed al sesso l’umanità si arrovella da migliaia di anni. Nella metà del ’700 francese, mentre l’Ancien Régime si avviava al suicidio, un gruppo di amici si mise a discutere sulla possibilità di scrivere un racconto erotico senza dover ricorrere a parole indecenti. Nessuno pensava si potesse fare, ma non Vivant Denon. Il giovane scommise e subito dopo cominciò al lavoro.
Lo scrittore francese annotò in questo modo un momento galante: “Fu sulla terrazza più lunga, coperta da alberi folti, che dapprima passeggiammo. Lei si era ripresa dal sarcasmo del marito; camminando, si abbandonò ad alcune confidenze. Le confidenze si attirano reciprocamente, così anch’io ne feci, e diventavano sempre più intime e interessanti. Camminavamo ormai da un po’. Dapprima lei aveva appoggiato il braccio sul mio, poi, non so come, le nostre braccia si erano allacciate, e io la sollevavo, quasi impedendole di toccare terra. La posizione era piacevole, ma alla lunga faticosa, e avevamo ancora molte cose da dirci. Davanti a noi una panchina; ci sediamo senza mutare posizione. Così iniziammo a tessere gli elogi della fiducia reciproca, del suo incanto, delle sue dolcezze. – Eh sì, – disse lei – chi meglio di noi può goderne, chi con minor rischio? So troppo bene quanto lei tenga alla relazione che mi è nota per temere alcunché da parte sua. – Forse desiderava essere contraddetta, ma non lo feci. Ci persuademmo reciprocamente, dunque, che sarebbe stato impossibile essere l’uno per l’altra qualcosa di diverso da ciò che eravamo allora”.
Meno letteraria la descrizione di un party a casa del Cavaliere fatta da Carlo Ferrigno fa in una telefonata intercettata il 29 settembre scorso. L’uomo, ex prefetto di Napoli, ex commissario antiracket rimasto in carica fino al 2006 ed ex direttore centrale della prolizia di prevenzione (Ucigos) ha detto: “C’erano orge lì dentro non con droga, non mi risulta. Ma bevevano tutte mezze discinte. Berlusconi si è messo a cantare e a raccontare barzellette. Loro tre (Berlusconi, Mora e Fede, ndr) e 28 ragazze. Tutte ragazze che poi alla fine erano senza reggipetto solo le mutandine strette… C’è anche la Minetti con il seno di fuori che baciava Berlusconi in continuazione, insomma un vero puttanaio, eh? … L’ha fatta diventare consigliere regionale, quando praticamente Berlusconi ha detto alla polizia di affidarla (Ruby, ndr) a lei”. “Capito? – avrebbe insistito Ferrigno – Bella roba, tutta la sera…”.
Il quadro che emergerebbe dall’inchiesta milanese sembrerebbe prefigurare festini ai quali avrebbero partecipato Berlusconi, 75 anni, a parere delle Gemelle De Vivo “un po’ ingrassato, imbruttito, l’anno scorso era più in forma [...] adesso sta più di là che di qua. È diventato pure brutto. Deve solo sganciare. Speriamo che sia più generoso. Io non gli regalo un c…”, Emilio Fede, 80 anni, al quale Nicole Minetti avrebbe comunicato al telefono: “Pompini a trecento euro. La notte a trecento euro”, forse altre persone.
Nulla di erotico, insomma, ma piuttosto scene da lupanare o, come qualcuna delle testimoni avrebbe affermanto, da ‘puttanaio’. Immaginare anziani signori eccitati circondati da ragazze forse a pagamento, avvilirsi nell’illusione di essere ancora giovani e seducenti non ha nulla di eccitante, di trasgressivo, di fatale.
Altro che “fiducia reciproca”, complcità, desiderio. Sempre i direttore del Tg4, stando alle indiscrezioni di stampa: “A una di quelle che c’erano ieri sera gli ho dato di tasca mia 10.000 euro perché aveva delle fotografie scattate col telefonino. Aveva bisogno di soldi”.
Questo scandalo in nessun modo riguarda impenitenti playboy, uomini e donne che in inglese sarebbero definite ‘open minded’. E’ la avvilente parabola di un potere che sfoga le proprie frustrazioni durante incontri mercenari, di cattivo gusto e tragicamente provinciali.
E su questo dovrebbe riflettere la politica, senza avventurarsi nel territorio tutto legale delle eventuali responsabilità penali. E’ ammissibile che un Capo di governo sia così rozzo da cimentarsi in giochetti da club per scambisti? E l’eros è altra cosa, non prevede il giudizio di alcuna morale, ma nutre le fantasie più estreme, senza limite alcuno se non quello posto dall’intelligenza. Ma dalle parti di Arcore non sembra che gli dei della Grecia antica si siano mai affacciati.


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