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L’Aquila, il terremoto continua

Autore: . Data: giovedì, 27 gennaio 2011Commenti (0)

A quasi due anni dal terremoto che ha colpito l’Aquila (alle 3.32 del 6 aprile 2009), interviene l’ex presidente della Provincia, Stefania Pezzopane: la ricostruzione non è nemmeno iniziata e non mancano le polemiche.

Cosa è successo a L’Aquila tra la fine del 2010 e l’inizio del nuovo anno?
Siamo ancora alla gestione dell’emergenza, la vera ricostruzione ancora non decolla. Basta venire a visitare il centro storico della città per comprendere come la situazione è cristallizzata al 6 aprile. Abbiamo ancora molti aquilani sfollati sulla costa, o ospiti in alberghi e strutture ricettive in provincia dell’Aquila, che ancora non riescono a tornare in città per assenza di soluzioni abitative.  Recentemente il Consiglio comunale dell’Aquila ha approvato una proposta per velocizzare i lavori di recupero nel centro storico. Un’area a fattibilità immediata per la ricostruzione del centro, da identificare con l’asse corso Vittorio Emanuele-corso Federico II-piazza Duomo-piazza Palazzo, dove avviare in tempi brevi interventi di restauro e recupero. Ma sono necessarie risorse e tempi certi, che solo una legge nazionale per la ricostruzione ci può garantire. Stiamo raccogliendo le firme per una legge di iniziativa popolare, che possa darci garanzie e certezze. Infine, per quanto riguarda la proroga delle tasse non versate durante l’emergenza, il governo ci ha fatto un “regalino” natalizio: ha prima promesso il rinvio di altri 6 mesi, ma nel decreto ‘milleproroghe’ non c’è la copertura finanziaria.

E’ vero che il presidente Napolitano, nel suo discorso di fine anno, si è dimenticato dell’Aquila?
Noi confidiamo nell’aiuto del Presidente Napolitano. E’ stato tra le prime persone che è venuto a visitare la situazione dell’Aquila nei primi giorni del sisma. Ed è tornato più volte, senza mai dimenticarsi di noi. Ci sarebbe piaciuto che nel discorso di fine anno avesse parlato anche della nostra situazione. Ma credo che i fatti siano meglio di tante parole.

Si è appreso di un appello sottoscritto da lei con l’on. Lolli: di che si tratta?
L’appello è quello di non abbassare la guardia. Di tenere desta l’attenzione su L’Aquila. Sta passando un messaggio davvero ferale, anche alla luce delle recenti dichiarazioni dell’on. Borghezio della Lega: quello degli aquilani come un peso morto. Non è giusto e soprattutto non è vero. Se non arrivano le risorse tanto promesse e se non si volta pagina sulla vicenda tasse, la ricostruzione non potrà partire. Mi risulta che in una delle regioni governate dalla Lega, il Veneto, i fondi post alluvione siano arrivati, come è arrivato il decreto di proroga delle tasse. Bene, noi chiediamo che ci sia la stessa attenzione.

Perché avete ringraziato il leader del Pd Bersani?
Il Partito Democratico ha dato grande prova di solidarietà e di generosità verso il nostro territorio. Ha destinato i fondi della legge Mancia a L’Aquila: sei milioni di euro per la ristrutturazione e il consolidamento di alcune scuole elementari; otto milioni di euro per il rilancio dell’ex polo elettronico, da trasformare in incubatore di piccole e medie imprese.

Che ne pensa dei provvedimenti presi da Cicchetti, commissario straordinario per la ricostruzione, di recente nomina?
Recentemente il vicecommissario ha adottato una serie di provvedimenti che non aiutano, ma penalizzano la popolazione che dovrebbe in realtà essere assistita. Mi riferisco all’ultima ordinanza di fine anno che ha imposto ai cittadini, facenti parte dello stesso nucleo familiare prima del 6 aprile, di non poter ricevere due forme differenziate di assistenza. Per essere più chiari, c’è chi ha scelto l’autonoma sistemazione e provvede, ad esempio a pagarsi un appartamento in affitto e  chi è ancora in albergo o negli appartamenti del progetto CASE. Le scelte sono condizionate dal fatto che ci sono situazioni familiari svariate. Chi ad esempio ha deciso di rimanere fuori città per motivi di lavoro e percepisce l’autonoma sistemazione; chi prima aveva a carico i genitori anziani ed ora vive nei piccoli appartamenti del progetto CASE e non ha più lo spazio per ospitarli. Ci sono coppie separate o in via di separazione… Come si può costringere a cambiare stili di vita già pesantemente modificati, costringendo le persone ad una convivenza coatta? Ci sembra una crudeltà che finisce per mettere a dura prova la resistenza psichica delle persone. Molta gente si sente abbandonata. Abbiamo chiesto che quell’ordinanza venga modificata.

C’è stato qualche miglioramento sull’istituzione della ‘zona franca’ per agevolare la ripresa delle aziende locali?
No, al momento siamo fermi alla politica degli annunci. Ogni mese il Presidente della Regione, nonchè Commissario per la Ricostruzione, annuncia passaggi “cruciali” del provvedimento al Cipe, che puntualmente non si traducono in atti concreti.

Giulia Salfi

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