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Federalismo: Cgil-Sunia, con cedolare secca -500mln euro di entrate

Autore: . Data: lunedì, 31 gennaio 2011Commenti (0)

Secondo il sindacato di corso Italia si tratta di “un regalo a proprietari facoltosi”. L’imposta sulle locazioni, così come previsto dalle bozze sul federalismo municipale, potrebbe infatti provocare una forte perdita di gettito rispetto agli attuali introiti (pari a -500 milioni di euro) per le casse dello Stato.

E’ quanto risulta dai calcoli, diffusi sabato, resi noti dal sindacato inquilini Sunia-Cgil in merito alle entrate previste dalla cedolare secca, ed elaborati per fare chiarezza rispetto al “balletto di cifre” che in questi giorni accompagna la tassa sulle locazioni.

Le aliquote sulla cedolare secca, infatti, nelle diverse “bozze” circolate sul federalismo municipale, “variano di continuo mentre sembra essere sparito al momento il fondo di sostegno con cui finanziare gli sgravi fiscali per le famiglie con figli”. Dunque, nel ribadire la critica all’imposta sostitutiva sulle locazioni – definita “sbagliata e iniqua perché non abbasserà gli affitti e continuerà a colpire lavoratori e pensionati” – viene evidenziato “il regalo alla proprietà più facoltosa” che non determina “alcuna contropartita in termini sociali”.

Secondo la Cgil a “parlare chiaro” sono i numeri: “Le entrate attuali da Irpef su redditi da locazione (calcolate sull’intero monte affitti) sono 3,635 miliardi a fronte di circa 5,100 miliardi dovuti (Relazione tecnica del Governo al D.L. 261/2007 e Servizio Studi della Camera), con un’evasione quindi di quasi 1,5 miliardi di euro”.

Le entrate da cedolare secca, prendendo come riferimento l’ultima proposta di tassazione al 21% per contratti a canale libero e 19% per contratti a canale concordato, saranno secondo i dati del sindacato di circa 2,700 miliardi. “Anche calcolando l’eventuale emersione da nero stimata dall’Servizio Studi della Camera in 440 milioni – denuncia il sindacato – le entrate da cedolare raggiungerebbero i 3,140 miliardi, con una perdita di gettito di 500 milioni di euro rispetto alle entrate attuali”.

Oltre il giudizio sulla misura della cedolare secca, il sindacato critica la decisione di cancellare l’ipotesi di un fondo di sostegno per le famiglie, finanziato con un aumento dell’aliquota per la cedolare secca dal 20% al 23%. “Una misura – sostengono Cgil e Sunia – che, seppur insufficiente e male indirizzata, rappresentava un segnale di attenzione per il dramma sociale che si sta consumando nel settore abitativo”.

Allo stesso tempo si critica la misura sostitutiva ipotizzata, ovvero “la ridicola previsione di vietare aumenti degli affitti per i proprietari che scelgono la cedolare secca come forma di tassazione”. Infatti per la confederazione di Corso d’Italia “il problema da affrontare non è quello di mantenere gli affitti agli attuali livelli insopportabili, ma di abbassarli, e questo non avverrà con l’attuale formulazione della cedolare secca che cancella il contratto concordato anziché incentivarlo”.

Per questo, anche alla luce dei calcoli sugli effetti della tassa sulle locazioni, Cgil e Sunia sostengono “che la scelta più corretta sarebbe quella di rinviare l’approvazione del decreto legislativo sul federalismo municipale ed aprire un reale confronto”.

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