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‘Cotto e mangiato’ ed il successo della semplicità

Autore: . Data: venerdì, 14 gennaio 2011Commenti (0)

Benedetta Parodi vende migliaia di libri ed incassa un innegabile successo di pubblico con la sua rubrica in tv. E’ criticata dagli ‘esperti’, ma amata dal pubblico. Forse perchè ha restituito alla cucina la semplicità.

Lei è una giovane e bella signora sempre sorridente ed allegra, almeno quando è davanti alle telecamere. Prepara il suo show da sola, con l’aiuto di un paio di operatori. Fa la spesa, per set utilizza la cucina di casa sua, non compera mai introvabili radici di zenzero del Guatemala o pesci ballerini del Mar della Cina, ma si limita ad adoperare ingredienti che qualsiasi cittadino è in grado di trovare in un qualsiasi negozio italiano.

I grandi cuochi da televisione, quelli che popolano gli altri programmi di gastronomia, e gli ‘esperti’ di alimentazione non la amano affatto. Lei si procura gamberi o spinaci surgelati e loro propongono di andarli a comprare freschi a Mazara del Vallo o da un contadino sconosciuto, lei maneggia una pancetta normale e loro consigliano di fare un tour per campagne alla ricerca del produttore perfetto.

Il fenomeno Parodi potrebbe sembrare un argomento secondario nel panorama della comunicazione italiana, ma non è così. Da tempo una presunta difesa della qualità del vivere e dell’alimentazione è diventata riserva di caccia per un esercito di presunti esperti che inducono i consumatori a cimentarsi con prodotti irraggiungibili per la quasi totalità della popolazione del Paese. Lardo di Colonnata o tartufi d’Alba sono materiali introvabili e costosissimi, non nelle disponibilità di chi se raggiunge i 1200 euro al mese può ritenersi fortunato. Altrettanto si può dire per le tecniche di cottura, spesso veri e propri percorsi ad ostacoli per donne ed uomini che a stento trovano il tempo per pagare la bolletta del telefono.

In ‘Cotto e mangiato’ tutto diventa semplice, possibile e questo inverte radicalmente la tendenza che vorrebbe la ‘qualità’ praticabile solo per chi ha molto denaro ed infinito tempo libero. La ‘casalinga’ Parodi ha detto di sé: “Adoro quello che faccio, mi piace la mia piccola nicchia e non mi sento affatto banale in ciò che propongo. Non sono Gualtiero Marchesi  -  che pure stimo  -  ma semmai Nonna Papera. L’errore di molti critici è di pensare che la gente sia abitata dall’ovvietà. Non è così. E poi quale gente? Quelli che mi scrivono, che mi seguono che mi leggono sono persone tra le più diverse: donne mature e anziane, uomini di età diversa, ragazzi e ragazze. E mi ha colpito che quelli che comprano i miei libri non li consultano ma li leggono dall’inizio alla fine”.

La cucina cosiddetta ‘colta’ che viene proposta da presunti ‘intellettuali’ della tavola, allora, diventa nella breve rubrica della novella ‘Nonna Papera’ cucina ‘popolare’ e raccoglie il senso più profondo del segreto che distingue il nutrirsi dal mangiare.

Perchè un tramezzino al bar permette di alimentarsi, ma non cura il piacere del cibo, mentre un piatto anche semplice, ma preparato con cura ed attenzione coinvolge anche i sensi di chi lo mangia. Una differenza sostanziale, nella quale non è la complessità della preparazione o l’eccentricità delle ricette a determinare la qualità del cibo, ma lo spirito con il quale lo si prepara.

E Parodi ha ben chiaro questo aspetto, definendo in questo modo i motivi del suo successo? “Credo che molto dipenda dal fatto che vengo percepita come una persona credibile – ha spiegato -. La gente che mi guarda si accorge benissimo che non fingo, che ciò che propongo sono le cose che io do da mangiare ai miei figli, a mio marito, ai miei amici. La gente che mi scrive lo fa per una forma di partecipazione e identificazione. Mi parlano dei loro problemi, mi danno consigli, mi offrono le loro ricette. E io spesso le cito in trasmissione. Capisce? È la mia normalità che spiega il successo. È il buon senso con cui scelgo le ricette a fornire credibilità”.

Nella televisione dei finti vip e dell’apparire Benedetta Parodi rappresenta una chiara controtendenza, nella quale la sostanza supera la rappresentazione e per una volta si rivolge a cittadini reali e non a spettatori che nella realtà non esistono.

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