Ancona, sciopero Fiom: uno scatto di democrazia
Con un’adesione media superiore al 70 per cento è andato in archivio lo sciopero generale della Fiom, indetto dal sindacato dei metalmeccanici dopo la vittoria del ‘sì’ al referendum di Mirafiori.
A differenza di quello del 16 ottobre, quando gli operai (insieme a studenti, precari, ricercatori) scesero in corteo a Roma, stavolta si sono svolte 18 manifestazioni regionali (ad Aosta, Torino, Milano, Bolzano, Padova, Udine, Genova, Perugia, Ancona, Lanciano, Bari, Cagliari). Ma sono stati coinvolti anche importanti centri che ospitano stabilimenti del gruppo Fiat (Massa, Cassino, Termoli, Pomigliano d’Arco, Melfi, Vibo Marina e Termini Imerese).
Le immagini che accompagnano questa pagina immortalano il corteo di Ancona. Ma dovunque gli operai hanno trovato il sostegno di studenti, lavoratori precari, ricercatori sotto lo slogan “Uniti contro la Crisi”.
Alla vigilia dello sciopero Maurizio Landini, segretario generale della Fiom, ha affermato a Bologna: “Confindustria e Federmeccanica inseguendo il modello Fiat, hanno nei fatti cancellato il Contratto nazionale, dando alle aziende la libertà di scegliere se applicarlo o se fare degli accordi aziendali. La Fiom metterà in campo tutte le iniziative necessarie per riconquistare il Contratto nazionale di lavoro. La piazza di oggi e, siamo sicuri, anche le piazze di domani dimostreranno che la maggioranza dei lavoratori sono contrari al modello Marchionne e credono che la competizione tra le imprese si deve fare sull’innovazione del prodotto e la ricerca, come stanno facendo le altre case automobilistiche, a partire dalla Volkswagen, e non sulla riduzione dei diritti di chi lavora”.
Testo e foto di Davide Falcioni


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