Pompei continua a crollare
Cadono altri pezzi della città antica più visitata nel mondo. Incuria e superficialità continuano a devastare un sito archeologico che non ha eguali.
Ieri, dopo il collasso della ‘domus gradiatori’, sono andati in pezzi due muri. In una nota la Soprintendenza ha reso noto: “Stamane, tra le 7 e le 7,30 si è verificato il cedimento per un altezza di circa 2 metri e per una larghezza di circa tre metri della parte superiore del muro grezzo in opera incerta divisorio tra i civici 1 e 2 della reg. VII, ins. 2, lungo la via Stabiana”.
“Contestualmente -continuava il comunicato – è stato rilevato anche il cedimento della parte superiore della parete d’accesso di un piccolo ambiente laterale di servizio della casa detta del lupanare piccolo (Reg. IX, ins.5, nr.16), chiusa al pubblico. Anche in questo caso si sono immediatamente posti in opera gli interventi del caso. Le cadute di tali parti murarie vanno verosimilmente riportate alla perdita di coesione della malta antica che le legava a seguito delle martellanti piogge di questi giorni”.
La Soprintendenza ha spiegato che “la zona è stata immediatamente transennata e si stanno già mettendo in atto i primi interventi”, sottolineando come “le cadute di tali parti murarie vanno verosimilmente riportate alla perdita di coesione della malta antica che le legava a seguito delle martellanti piogge di questi giorni”.
Jeannette Papadopoulos, la soprintendente, ha dichiarato: “Si tratta di episodi possibili nel corso della vita di uno vasto sito archeologico di 2000 anni, soprattutto in condizioni climatiche come quelle di questi giorni e che non devono generare alcun allarmismo nè generare casi sensazionalistici”.
Parole sconcertanti proprio perchè si tratta di un patrimonio storico che ha resistito per due millenni e per questo forse da controllare con maggiore attenzione.
Ma la logica, forse, non è sempre benvenuta in quel di Pompei.


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