Liberato il ‘mostro’ marocchino. Per Yara Gambirasio si riparte da zero
Sbagliata persino la traduzione della frase che lo ‘smascherava’. Oltre l’angoscia per la ragazzina scomparsa, lo sdegno per la deriva razzista che ormai dilaga al Nord.
La presunzione di innocenza negata dalle ‘genti laboriose della padania’ ad un cittadino straniero considerato ‘colpevole’ per principio ha svelato ancora una volta la pericolosità della propaganda razzista che da anni la Lega utilizza per ottenere facili consensi elettorali.
La vicenda ha assunto particolari grotteschi. Mohammed Fikri, l’operaio marocchino di 22 anni fermato sabato scorso con le accuse di sequestro di persona e omicidio, è stato scarcerato dal gip di Bergamo, Vincenza Maccora.
Ad incastrarlo, erano certi gli inquirenti, una frase pronunciata al telefono dal giovane: “Allah mi perdoni, non ho ucciso”. Peccato che la traduzione fosse errata. In realtà Fikri aveva sospirato deluso perchè il suo interlocutore, che gli doveva 2mila euro, non rispondeva al telefono e lui era in procinto di partire per delle vacanze già decise da tempo.
Una nave fatta rientrare in acque italiane, una azione di abbordaggio, ore di indagini perse nel nulla per un errore a dir poco balzano.
Adesso il mistero della giovanissima ginnasta di Brembate Sopra rimane insoluto e si spera che gli investigatori recuperino il tempo sprecato.
E rimane aperto anche il capitolo razzismo. Ad ore dalla liberazione dell’ex ‘mostro,’ il quotidiano leghista on line, ‘la Padania’, ignorava la notizia. Ma nei giorni precedenti si era occupato della faccenda senza riserve.
Se la faccia ‘pubblica’ dei celtico-padani mostrava dissenso verso le manifestazioni xenofobe messe in piedi da alcuni cittadini del piccolo comune lombardo, quella ‘interna’ era un po’ diversa.
Il quotidiano leghista, durante lo stato di fermo del sospettato, aveva pubblicato un articolo dal titolo “Ma che giustizia è?”, attaccando i migranti e la giusizia, ritenuta passiva nei loro confronti.
Il testo conteneva affermazioni del tipo: “Per la Cassazione ergastolo eccessivo per chi ha seviziato e fatto a pezzi i coniugi Pellicciardi”, “immigrato drogato uccide sette ciclisti in un colpo. Ma l’arresto non è ancora convalidato”.
Sul giornale anche un intervento di Luca Zaia, governatore del Veneto, nel quale si sosteneva: “Che giustizia è quella che non riconosce il carcere a vita nemmeno per un omicidio efferato come quello di Gorgo al Monticano? Cancellare l’ergastolo e una pena di vent’anni di reclusione per i due albanesi che hanno seviziato e ucciso Guido e Lucia Pellicciardi, sessantenni – come ha deciso una sentenza della Cassazione – significa scrivere una brutta pagina nella nostra storia”.
Per un altro leghista, Matteo Salvini, la non responsabilità dell’operaio marocchino comunque non modificava “l’equazione clandestino-alto tasso di criminalità : la confermano la questura e il numero di stranieri nelle carceri”, ed anche: “Temo che il clima diventerebbe pesante. Chiunque sia il colpevole”. “Queste cose – aveva sentenziato – succedevano anche prima che arrivassero gli immigrati, ma da quando ci sono così tanti irregolari succedono di più. Lo dicono i numeri”.
L’eurodeputato leghista Mario Borghezio, inoltre, aveva proposto subito dopo l’arresto di Fikri di prendere le impronte digitali a tutti e di chiedere un’aggravante per i reati commessi da clandestini.
Il doppio volto della Lega è ormai noto, ma non sembra che le altre forze poltiche vogliano definitivamente isolare il partito di Bossi.
I sondaggi danno i celtico-padani in crescita e se per Berlusconi sono un alleato essenziale per la sopravvivenza del governo, per il centro sinistra rappresentano un avversario insidioso che per motivi elettorali non conviene affrontare con troppa veemenza.
E così mentre nulla si sa della ragazza scomparsa, tutto è chiaro sul rapporto paura-razzismo che alimenta le file leghiste. In un caso e nell’altro sarebbero auspicabili soluzioni immediate.


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