La crisi divora il Natale
Risparmi sugli addobbi in tutte le città italiane. A Roma una delle situazioni più gravi.
Secondo Telefono Blu a causa della crisi si registrerà una diminuzione del 20 per cento delle luminarie natalizie. Strade dello shopping e vetrine quindi meno illuminate ed addobbate.
A Roma in particolare le cose non vanno per il meglio e la Capitale appare ‘spenta’, mentre i negozianti denunciano l’assenza di un piano comunale per abbellire le strade.
Rodolfo Caleffi, dell’associazione negozi d’eccellenza, ha dichiarato: “A differenza delle altre Capitali europee, la Capitale d’Italia non si illumina. Nonostante qui a Roma abbiamo quanto di più bello si possa desiderare, non lo valorizziamo. Il Comune solo in alcuni casi è partecipe delle spese di illuminazione, ma si tratta di iniziative sporadiche che coprono pochi tratti di strade. La maggior parte delle luminarie sono finanziate da associazioni di negozianti, ma non viene garantita l’omogeneità perché non c’è mai stato, nella storia del commercio romano, un piano comunale per il centro storico”.
“Le illuminazioni natalizie non possono basarsi solo su via Condotti o via Frattina – ha aggiunto Caleffi -. L’intero centro storico avrebbe bisogno di uno sprint nuovo, che possa essere elemento di attrazione per la Capitale. Le poche iniziative prese si perdono nel marasma quotidiano del caos cittadino”.
Il rappresentate dei commercianti, poi, ha spiegato: “Quest’anno più che aria di festa c’è aria di protesta. Al centro stiamo vivendo un dramma a causa delle quotidiane manifestazioni e del blocco della circolazione. Anche le luci che abbiamo messo noi commercianti vengono offuscate di fronte a tanta agitazione e malessere continuo. Il centro di Roma è caotico e poco invitante tanto per lo straniero quanto per il romano stesso: la paura di manifestazioni, a volte violente, non favorisce il piacere di fare una passeggiata nelle vie dello shopping”.
Se le città sono al buio, le previsioni sui consumi sono nere. Quasi la metà degli italiani prevede di tagliare le spese natalizie. Il 41,5 per cento non può spendere, mentre solo 12 pensa di comprare più regali dell’anno scorso.
Astra-Ricerche ha misurato il “sentimento” dei consumatori analizzando un campione rappresentativo dai 18 ai 70 enni chidendo: “Spenderete molti più soldi, un po’ più soldi, circa gli stessi soldi, un po’ meno soldi o molti meno soldi?”.
E’ risultato che fletterà il mercato dell’elettronica (macchine fotografiche, videocamere e pc) tra il 6 e il 2 per cento. Si salveranno i cellulari e l’iPod.
Stagna il turismo ed i viaggiatori di Natale e Capodanno diminuiranno del 10,1 per cento.
Enrico Finzi, presidente di Astra-Ricerche, ha commentato: “L’attuale situazione socio-economica delle famiglie continua a non essere giudicata positiva dalla maggioranza dei nostri connazionali. Emerge un diffuso pessimismo. A fronte di 18,5 milioni che prevedono una sostanziale stabilità rispetto al Natale 2009 e a 4,9 milioni che contano di spendere di più, sono ben 17 milioni (su un totale di 41) coloro che suppongono di spendere meno rispetto ad un anno fa, quando già i consumi privati interni non diedero vita ad una stagione natalizia particolarmente brillante. Dunque, la crisi continua, malgrado l’ottimismo sparso a piene mani da coloro che rifiutano di cogliere le difficoltà persistenti della maggioranza dei nuclei familiari del Paese”.
Ed in cosa si pensa di spendere qualcosa? Prevalentemente in pandoro, panettone e alimentari in genere. Ci sono dopo i libri, l’abbigliamento, i giocattoli per bambini e gli oggetti per la casa.
Insomma, anche se i partiti parlano d’altro ed il presidente del Consiglio lo nega, il Paese è davvero nei guai.


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